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Corte dei conti: in Puglia cattiva gestione

Le relazioni del presidente, Santoro e del procuratore regionale, Lorusso, hanno descritto una situazione che, in sostanza, è ancora piena di ombre
BARI - Affidamento a numerosi professionisti esterni di incarichi di consulenza, un indebito trasferimento a soggetti privati appaltatori di svariati servizi che potevano essere svolti da dipendenti degli enti, una cattiva gestione da parte di amministrazioni locali del proprio patrimonio immobiliare, risarcimenti di danni a causa di condanne subite dalla pubblica amministrazione per episodi di malasanità: sono questi solo alcuni dei punti dolenti della pubblica amministrazione indicati dalla Corte dei conti della Puglia in occasione della inaugurazione dell' Anno giudiziario 2006.
Le relazioni del presidente, Pelino Santoro e del procuratore regionale, Francesco Lorusso, hanno descritto una situazione che, in sostanza, è ancora piena di ombre. E ci sono ancora istruttorie avviate nel 2005 per le quali non sono ancora pronti i provvedimenti: riguardano le procedure per l'assegnazione di fondi Por per l'imprenditoria agricola e per la gestione dei Centri territoriali per l'impiego, l'aggiudicazione dell'appalto per redigere il Piano regionale dei trasporti e quello triennale dei servizi, la gestione di risorse assegnate al settore politiche migratorie della Regione Puglia. Ancora: la gestione di servizi sociali da parte di alcune cooperative convenzionate con Comuni, Regione e Ausl, un «incongruo acquisto di sistemi informatici» da parte di un' azienda ospedaliera e di una società di servizi ad intero capitale pubblico, irregolarità da parte di un'amministrazione provinciale per la gestione di alcuni ambiti territoriali di caccia, i fondi europei assegnati alla Regione Puglia e destinati alla formazione professionale «ma utilizzati illecitamente, con il ricorso anche a presunti metodi corruttivi e truffaldini».
Inoltre - è detto nella relazione del procuratore - attività di indagine è in corso per la truffa commessa da medici e farmacisti a danno del Servizio sanitario regionale per indebite prescrizioni farmaceutiche. Sono anche indicati i «vari procedimenti penali, pendenti a carico di numerosi funzionari ed amministratori pubblici, per una molteplicità di reati, che vanno dal peculato, alla corruzione e concussione, all'abuso di ufficio, al falso e alla truffa». Infine continuano a giungere «copiosamente» i decreti di revoca delle provvidenze economiche liquidate in passato in favore degli invalidi civili. In particolare nel 2005 ne sono pervenuti alla Corte dei Conti 354, di cui 228 sono stati archiviati e solo per 126 sono state svolte indagini istruttorie che hanno comportato l'emanazione di 67 provvedimenti di archiviazione e di un solo atto di citazione.
Santoro ha parlato dell'andamento dei risultati realizzati dalla sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Puglia, evidenziando che «nell'anno 2005 sono intervenute nuove norme». In particolare ha voluto evidenziare che «il processo contabile deve sciogliere una buona volta - ha detto - l'alternativa se seguire il modello penalistico (ed allora occorrerebbe il controllo giudiziale sull'attività del pg a partire dall'archiviazione) oppure il modello civilistico (ed allora gli elementi assunti in sede di indagine preliminare hanno solo il valore di una prova di parte liberamente valutabile dal giudice)».

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