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E Croce scrisse una «raccomandazione»

Lo storico segnalava il suo amico Giovanni Gentile per un concorso universitario. Sequestrati ad un filatelico di Cavallino (Le) epistolari di Schipa, Croce e Gabrieli
Benedetto CroceLECCE - Si tratta di una documentazione «inedita» e «importantissima» che «integra» l'epistolario di Benedetto Croce e che ha «un'importanza culturale incommensurabile». Così Mario Spedicato, docente di storia moderna dell'Università di Lecce, definisce i manoscritti sequestrati dalla guardia di finanza di Lecce tra i quali c'è una lettera di «raccomandazione» che Croce scrisse nel 1908 allo storico salentino Michelangelo Schipa segnalandogli per un concorso universitario il suo amico Giovanni Gentile.
Per Spedicato «quando queste lettere saranno conosciute, molti studiosi faranno a gara per studiarle» perchè «sono importantissime, in quanto non riguardano solo «La Criticà, come questa rivista organizza il lavoro, ma anche i rapporti con i migliori studiosi del tempo, tra cui appunto Croce e Michelangelo Schipa». Le missive - ha spiegato lo studioso nel corso di una conferenza stampa - raccontano «il governo della rivista «La Critica», di cui il Croce si interessa in prima persona, ma che cerca di coinvolgere soprattutto i migliori studiosi del settore di quel tempo. Croce ha un buon rapporto con il salentino Schipa, nato a Lecce, ma di fatto napoletanizzato, per avere trascorso la sua vita a Napoli, dove morì. Schipa, che è il destinatario di queste lettere, è lo studioso che sul piano accademico si segnala di più per quanto riguarda la storia del Mezzogiorno, in modo particolare del Settecento, dei Borboni e Masaniello».
Non meno importante - ha detto Spedicato - è l' «inedito» statuto del 1° dicembre 1891 riguardante la costituzione di un'associazione culturale, che anticipava la pubblicazione della rivista trimestrale 'La Criticà, edita da Laterza. Ma quello che incuriosisce è la «raccomandazione» del 1908 per le qualità e le capacità di Giovanni Gentile.
«Si tratta - ha ricordato Spedicato - di un concorso universitario, a cui partecipa Giovanni Gentile. Benedetto Croce tiene molto a questo concorso e tiene molto soprattutto a Giovanni Gentile. Non ne fa una raccomandazione vera e propria. Vuole per dovere di giustizia che Giovanni Gentile possa vincere questo concorso e si attiva presso Schipa, che faceva parte della commissioni per sostenerlo. Purtroppo, l'intervento di Croce non produce effetti. Gentile in quel concorso viene bocciato. Croce si amareggia moltissimo. Pensa addirittura di rompere l'amicizia con Schipa, come conferma una lettera molto dura all'amico leccese. L'amicizia però supera anche questo ostacolo congiunturale e nei mesi successivi si consolida ancora di più. Quindi, tra Schipa e Benedetto Croce c'è questo neo, questo momento di difficoltà, che viene superato successivamente».
Sui manoscritti «sicuramente» sarà posto il vincolo della soprintendenza - ha spiegato Antonella De Lucia, della sovrintendenza archivistica della Puglia - «in considerazione del valore storico e dell'interesse culturale di questo epistolario, nel quale sono coinvolte figure di rilievo non solo della storia meridionale».

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