Sabato 23 Febbraio 2019 | 07:58

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Sacchi d'amianto nell'Arsenale di Taranto

Sono sequestrati nel corso di un sopralluogo ufficiale nell'ambito dell'inchiesta per presunte violazioni in materia di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro
TARANTO - Sacchi di plastica sigillati e abbandonati contenenti scorie di amianto, oltre ad altri sacchi non sigillati in cui si troverebbe lo stesso tipo di residui: è quanto è stato sequestrato oggi nell'Arsenale della Marina militare di Taranto.
Il sequestro è avvenuto nel corso di un sopralluogo compiuto dal sostituto procuratore presso il Tribunale di Taranto Vincenzo Petrocelli e da funzionari dell'Ispettorato del lavoro nell'area utilizzata da una ditta appaltatrice che si occupa di manutenzione del naviglio militare. La ditta fa parte dell'elenco di 24 aziende dell'indotto Arsenale, i cui titolari sono finiti sotto inchiesta (la dirige lo stesso Pm Petrocelli) per presunte violazioni in materia di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Durante un sopralluogo un perito chimico, nominato ausiliario di polizia giudiziaria, insieme con alcuni tecnici ha prelevato campioni da fusti di carburante corrosi dalla ruggine trovati in un capannone della stessa ditta e comunque in un'area della Marina militare. Si intende in questo modo accertare se il carburante sia di provenienza militare. Al sopralluogo era presente anche il direttore dell'Arsenale, ammiraglio ispettore Alberto Gauzolino.
Da domani - si è appreso da fonti giudiziarie - i controlli verranno estesi a tutte le aree utilizzate dalle ditte appaltatrici dell'Arsenale per i loro lavori. I controlli saranno finalizzati anche a verificare se ci sia stato inquinamento del suolo e delle acque del bacino dell'Arsenale in Mar Piccolo.

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