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Nel Salento primo club produzione di cannabis per uso terapeutico

Nel Salento primo club produzione di cannabis per uso terapeutico

Nel Salento primo club produzione di cannabis per uso terapeutico

 
Nel Salento primo club produzione di cannabis per uso terapeutico

Lunedì 28 Gennaio 2013, 17:14

03 Febbraio 2016, 02:19

LECCE – Nasce a Racale, nel Salento, il primo 'Cannabis social club' d’Italia i cui componenti organizzeranno la coltivazione collettiva di cannabis prodotta esclusivamente per uso terapeutico. Fino ad oggi sono oltre mille le persone, affette da varie patologie, che hanno chiesto di far parte del Club. L'iniziativa – sostenuta, tra gli altri, dal sindaco del Comune salentino, Donato Metallo (lista civica) – sarà presentata domani, nella sede del Comune e al quale parteciperanno, tra gli altri, i promotori del Cannabis Social Club, Lucia Spiri e Andrea Trisciuoglio, due giovani – lei di Racale, lui di Foggia - affetti da Sclerosi multipla, l’on.Rita Bernardini del Partito radicale, Mina Welby in rappresentanza dell’associazione Luca Coscioni. 

Alla causa dell’associazione «Lapiantiamo» – nata il 15 gennaio scorso – di cui Lucia e Andrea sono rispettivamente presidente e segretario, aderiscono anche don Andrea Gallo, i Sud Sound System ed Eugenio Finardi. Lucia e Andrea usano quotidianamente il Bedrocan, un farmaco a base di infiorescenze di cannabis proveniente dall’Olanda e prescrivibile in Puglia grazie ad una delibera della Regione che consente alle farmacie ospedaliere di ricevere il medicinale. Quest’ultimo non è facile da ottenere, c'è una lunga trafila burocratica da affrontare e i tempi sono molto lunghi. Gli ammalati, per questo, secondo gli organizzatori dell’iniziativa, si rivolgono al 'mercato nerò e alla criminalità organizzata. Ecco perchè, tramite l’associazione, è stata messa in moto la macchina che ha portato alla nascita del primo 'Cannabis Social Club» d’Italia. 

«Non vogliamo – spiega il legale dell’associazione Lapiantiamo, avv.Ivana De Leo – legalizzare la droga, vogliamo che la canapa sia riconosciuta come terapia. E noi, questo deve essere chiaro, siamo contrari – sottolinea - alla canapa come uso ludico». «Da quando assumo la cannabis – racconta Lucia Spiri, 31 anni, affetta da 13 anni da sclerosi multipla – e devo dire che la assumo tramite vaporizzatore, la bevo sottoforma di tisane, la mangio sottoforma di torte e la fumo: ho eliminato tutto, non ho più necessità di nessun tipo di farmaco». La cannabis - secondo gli ammalati che ne fanno uso – lenisce sofferenze provocate dalle malattie e consente agli ammalati una migliore qualità di vita.
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