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Bimba morì di fame, fissato processo

Rito abbreviato per la madre di Eleonora, la bimba morta di stenti nel rione Enziteto di Bari, e il suo convivente accusati di concorso in omicidio volontario
BARI - E' stato fissato per il 9 marzo prossimo il rito abbreviato nei confronti della mamma 23/enne della piccola Eleonora, la bimba di 16 mesi morta di stenti nel rione Enziteto di Bari il 7 gennaio scorso, e del suo convivente, un pregiudicato di 42 anni, accusati entrambi di concorso in omicidio volontario.
Il rito abbreviato è stato deciso oggi nell'udienza, durata un paio di ore, davanti al gup del Tribunale di Bari Marco Guida e sarà condizionato dalla deposizione di tre testimoni, lo psichiatra Roberto Catanesi, e due persone citate dalla difesa degli imputati: un posteggiatore abusivo che lavorava nella zona dove lavorava il convivente della mamma di Eleonora, e una persona di Enziteto che era a conoscenza della storia della bambina. In aula erano presenti la madre della piccola Eleonora e il patrigno, tutt' ora detenuti, arrestati nei giorni successivi alla morte della bambina.
E' stata rigettata la richiesta di perizia psichiatrica che era stata presentata dalla difesa sui due imputati perchè già la consulenza del pm eseguita dallo psichiatra Catanesi, che sarà sentito come teste in merito alla perizia svolta, aveva dimostrato la capacità di intendere e di volere degli imputati. I due imputati, pertanto, non saranno liberati perchè ora riprende a decorrere un nuovo termine di custodia cautelare. Se il giudice avesse invece accolto la richiesta di perizia, i termini di custodia cautelare nei confronti dei due imputati sarebbero scaduti nei prossimi giorni.
Il 27 dicembre scorso il padre legittimo della piccola Eleonora si è costituito parte civile affermando, a quanto si è saputo, di non essere sicuro che la vittima sia sua figlia. La piccola, come era già emerso nel corso delle indagini, sarebbe infatti nata da una relazione occasionale che la mamma aveva avuto quando si prostituiva in Emilia Romagna, con il consenso del marito. Quest' ultimo era presente nell' udienza di oggi.
Dalle indagini sarebbe emerso lo stato di assoluta trascuratezza in cui veniva tenuta la bambina, odiata, perchè figlia di una relazione occasionale, sia dalla madre che dal patrigno. Tanto che quando era seduta nel passeggino veniva legata e costretta a guardare il muro. E quando piangeva, la piccola diventiva bersaglio del lancio di oggetti da parte dei due. Nel garage trasformato in abitazione, sotto i portici di case popolari del degradato rione Enziteto, vivevano altri tre fratellini: due di quattro e due anni avuti dalla donna dall' ex marito e una bambina di pochi mesi avuta dal convivente. Tutti sono ora affidati ad una struttura protetta.
Eleonora - secondo quanto accertato - veniva alimentata pochissimo e quando è morta era ridotta ad uno scheletro: pesava 5,700 chili, quanto, cioè, un bambino di quattro mesi. Era lasciata in stato di abbandono e spesso veniva percossa. Durante l' autopsia i medici riscontrarono anche una doppia frattura ad un braccio mai curata. L' obiettivo della donna e dell' uomo che viveva con lei - secondo quanto accertato dagli investigatori - era liberarsi della bambina, anche perchè, secondo il pm, erano certi che Eleonora fosse pervasa dal malocchio o posseduta dal demonio.
Eleonora veniva lasciata sporca, al freddo, e sempre immobilizzata nel passeggino piazzato di fronte al muro. Aveva piaghe da decubito, escoriazioni ed ecchimosi sul volto e sul corpo. E agli altri figli più grandi veniva consentito di tormentarla, trattandola come se fosse un pupazzo. Il convivente della donna, tra l' altro, è accusato anche di sequestro di persona nei confronti della madre di Eleonora e dei suoi due primi figli perchè spesso li avrebbe rinchiusi in casa per molte ore.

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