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Parco del Gargano: falso bilancio positivo

Lipu e WWF evidenziano che la situazione è ben diversa da quella descritta dal presidente Gatta. A dieci anni dall'istituzione dell'area protetta la realtà è critica
FOGGIA - In occasione della recente visita del ministro dell'ambiente Matteoli al Parco del Gargano, il presidente Gatta ha presentato un bilancio molto positivo della propria gestione. A dieci anni dall'istituzione del Parco è giusto tirare le somme ma purtroppo, evidenziano Lipu e WWF della provincia di Foggia, la situazione è ben diversa da quella prospettata. La difesa degli habitat e la conseguente conservazione degli esseri viventi, animali e vegetali, la così detta biodiversità, è indubbiamente una delle priorità del Parco del Gargano, il motivo fondamentale della sua istituzione così come specificato nella legge istitutiva. A Lipu e WWF l'attuale gestione su queste problematiche è apparsa molto statica e con una inadeguata programmazione di interventi per la conservazione della natura. Una conferma di tale valutazione viene da una analisi dello stato di conservazione della fauna del Gargano.

Il numero di specie di vertebrati presenti nel Parco è di 262 pari al 60% del numero complessivo di specie presenti in Italia. Questo numero è sicuramente sottostimato in quanto per molte specie di alto valore conservazionistico, mancano completamente dati circa la loro presenza nel territorio del Parco come i Chirotteri (Pipistrelli), alcuni mammiferi (es. Arvicola terrestre e Martora), Uccelli (es. Gufo reale), tanto per citarne alcuni.
Delle 262 specie di vertebrati l'Ente Parco non risulta che abbia mai avviato studi relativi alla loro presenza e al relativo stato di conservazione. Gli unici studi, con alcune attività di conservazione, in corso riguardano il gobbo rugginoso e il Capriolo italico, la fauna delle raccolte d'acqua minori. Si tratta comunque di progetti avviati dalla precedente amministrazione del parco. Le specie estinte sono 19, tra cui 11 estinte di recente proprio all'interno del Parco (es Gallina prataiola e il Capovaccaio), dato che evidenzia come il pericolo delle estinzioni sia attuale. Sono 149 - sempre secondo Lipu e WWF - le specie complessivamente incluse nella Lista Rossa delle specie minacciate nel Parco, di cui 53 in maggior pericolo sia pure con diversi gradi, tra queste 10 sono minacciate in modo critico e quindi vicine all'estinzione.
Sono ben 39 le specie inserite nella categoria DD che definisce quelle specie per le quali mancano completamente informazioni, dato che indica come l'attuale gestione stia facendo poco per incrementare il grado di conoscenza sullo stato della fauna.
Quelle a minor rischio (LR) sono 27 ma a causa di carenza nella conservazione, potrebbero, in futuro, rientrare nella categoria di quelle minacciate. Di fronte alla realtà di tante specie a rischio di estinzione quale è stata la risposta dell'Ente Parco? Si chiedono ancora Lipu e WWF: vari progetti già in essere appaiono paralizzati o in difficoltà come la salvaguardia del Cisto di Clusio, la reintroduzione del Gobbo rugginoso, i Centri visita, l'istituzione del Centro Fauna Selvatica, l'Osservatorio Naturalistico.

Lipu e WWF evidenziano inoltre la preoccupante carenza di gestione e vigilanza in cui versano aree di maggior pregio naturalistico come le zone umide (Lago di Lesina, Lago di Varano, Paludi Sipontine). Tali aree di valore internazionale risultano prive di piano di gestione, rischiano di interrarsi completamente e sono spesso lasciate all'azione dei bracconieri. Inoltre, alcune iniziative del Parco non hanno certamente giovato agli habitat e alla biodiversità del Gargano. E' il caso dell'introduzione di Capre garganiche alle isole Tremiti. A questo proposito sarebbe interessante sapere - si legge sempre nella nota - se per tale intervento è stato predisposta una valutazione d'incidenza e che esito ha avuto, visto che le capre rappresentano uno dei più importati fattori di desertificazione in ambienti aridi o mediterranei. Altri esempi, fra i possibili, i rally automobilistici eco-insostenibili promossi dall'Ente come il rally pubblicitario del Porche Cayenne nei biotopi più delicati del Gargano. Lipu e WWF chiedono in definitiva all'Ente Parco di adempiere pienamente agli scopi istituzionali, rilanciando iniziative di conservazione della natura, contrastando il degrado degli ambienti naturali, rendendo operativo il Piano del Parco, procedendo agli abbattimenti delle costruzioni abusive e impedendo il bracconaggio invece di organizzare feste con i cacciatori notoriamente avversari dell'area protetta.

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