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In Puglia e Basilicata

Dario Fo e la «sua» Brindisi stasera al teatro «Verdi»

Dario Fo e la «sua» Brindisi stasera al teatro «Verdi»
di VINCENZO SPARVIERO 
Un evento. Un grande evento, di quelli che passano alla storia della città. Il Premio Nobel Dario Fo è tornato a Brindisi dopo quasi cinquant’anni. L’ultima volta al «vecchio» Verdi con l’amico di sempre Giustino Durano e tra le giovani attrici una «certa Franca Rame»: «la più brava tra tutte», ha sottolineato il maestro che ha poi spiegato che la sua compagna di una «straordinaria vita» è costretta da qualche tempo a dure terapie che l’hanno tenuta «lontana da Brindisi, dove sarebbe tornata con grandissimo piacere». (Il premio Nobel Dario Fo insieme al presidente del Teatro Verdi di Brindisi, Carmelo Grassi)

01 Dicembre 2012

di VINCENZO SPARVIERO 
Un evento. Un grande evento, di quelli che passano alla storia della città. Il Premio Nobel Dario Fo è tornato a Brindisi dopo quasi cinquant’anni. L’ultima volta al «vecchio» Verdi con l’amico di sempre Giustino Durano e tra le giovani attrici una «certa Franca Rame»: «la più brava tra tutte», ha sottolineato il maestro che ha poi spiegato che la sua compagna di una «straordinaria vita» è costretta da qualche tempo a dure terapie che l’hanno tenuta «lontana da Brindisi, dove sarebbe tornata con grandissimo piacere».

 «Che bella Brindisi - ha detto Fo -. Non è più la città “rudere” de gli anni Cinquanta. Bianca, squadrata, accogliente. Peccato per tutte quelle auto che vorrei cancellare con un colpo di mano: Complimenti anche per le ragazze: hanno tutte un sorriso meraviglioso». Prima di inaugurare la mostra allestita tra Palazzo Nervegna e il foyer del «Verdi» - uno straordinario «spaccato » del percorso artistico del «pittore professionista nonchè attore dilettante Fo» (come ama definirsi) - il premio Nobel ha parlato di teatro e della sua forza, arrivando a dire che il teatro «ha bisogno della politica». 

Detto da lui, la frase è apparsa strana ma il mistero (più serio che.. buffo) è presto svelato. «Il teatro e la pittura, al di là delle emozioni, hanno qualcos’altro da trasmettere al pubblico - dice - Se con un mio quadro o un mio spettacolo ti faccio nascere un dubbio o ti faccio notare un problema, allora ho raggiunto il mio scopo: il miracolo di essere entrato nel cervello della gente. Fo ha spiegato che il teatro nasce dalla situazione. «Senza la situazione - sottolinea - non si crea teatro». Prima di lui, hanno parlato il sindaco Mimmo Consales che ha voluto ringraziare i due autentici protagonisti di questo evento: Carmelo Grassi e Maurizio Marinazzo. Grassi, felice come una pasqua per aver portate uno dei più grandi spettacoli mai rappresentati a Brindisi, non ha perso occasione per sottolineare anche la grande risposta dei brindisini che hanno già riempito il «Verdi» per la prima di stasera. Marinazzo, invece, ha ricordato che la mostra a Palazzo Nervegna è uno degli eventi più importanti sotto il profilo culturale degli ultimi anni. Il premio Nobel non si è certo sottratto a foto e autografi. 

In attesa dell’inaugurazione della mostra, è rimasto seduto tra le sue opere aspettando che tutto fosse pronto per incontrare i brindisini, che lo attendevano in una sala gremita. In mattinata era stato ad un convegno e il giorno prima aveva preso parte ad altre iniziative. «Non si è certo risparmiato - ha detto Carmelo Grassi -, dimostrando davvero un grande rispetto per la nostra città e la nostra gente». Rispetto che oggi Brindisi saprà ricambiare con un teatro stracolmo. Dario Fo è tornato a Brindisi per la stagione teatrale del Comune, organizzata dal Teatro Pubblico Pugliese grazie al sostegno della Regione Puglia e del Mibac. Stasera, Dario Fo sarà al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi con quel “Mistero Buffo” che ha fatto la storia del teatro, riproposto dal 1969 a oggi in oltre cinquemila allestimenti in Italia e all’estero, il testo più celebre e significativo della ricerca di Dario Fo sulle radici del teatro popolare, quello dei giullari e della Commedia dell’arte. Ieri sera, invece, ha aperto a Palazzo Granafei Nervegna la mostra “Lazzi, sberleffi e dipinti”, lavori pittorici di Dario Fo, importante occasione per comprendere come la pittura abbia costituito un punto cardine nel linguaggio espressivo di Fo. 

Straordinario uomo di teatro, Dario Fo è noto anche per il suo impegno sociale. Non tutti però conoscono bene le sue doti di pittore, nonostante questo linguaggio - l’arte pittorica - abbia accompagnato da sempre la sua attività teatrale, anzi l’abbia preceduta. A testimoniare l'inesauribile e imprevedibile creatività dell'artista sono esposte a Brindisi oltre 300 opere con una grande varietà di stili e tecniche: dalle pitture dei primi anni, ai collages e agli arazzi, fino ai monumentali acrilici più recenti. In mostra anche oggetti di scena, maschere, costumi e pupazzi utilizzati negli allestimenti teatrali. Il percorso espositivo a cura di Felice Cappa si apre entrando nel vivo della satira politica e di costume da sempre praticata nell'arte di Dario Fo, in pittura e in teatro: questo discorso culmina nelle grandi tele "parlanti" realizzate negli ultimi anni per raccontare l’ultimo ventennio. Si passa dal berlusconismo alla globalizzazione, dalle lotte per il lavoro e le morti bianche, alla speculazione per il terremoto e le grandi opere, i, all’eterno sfruttamento dei poveri del continente africano costretti a rischiare la vita per sbarcare sulle nostre coste.
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