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Bari - In olivicoltura è allarme truffe

Il prefetto, Tommaso Blonda, fa il bilancio dell'attività dell'Ispettorato centrale repressione frodi: è necessario rendere più trasparente la filiera dell'olio pugliese
BARI - La tutela dei produttori e dei consumatori pugliesi nel settore olivicolo viene garantita, da circa tre anni, dall'Ispettorato centrale repressione frodi coordinato dalla prefettura di Bari. Il prefetto, Tommaso Blonda, ha oggi fatto il bilancio dell'attività dell'ispettorato che collabora con i Nas dei carabinieri, la guardia di finanza, l'Agenzia delle dogane, la polizia stradale e l'Agecontrol. «La Puglia - ha spiegato Blonda - produce il 40% della produzione nazionale di olio di oliva ed è necessario rendere più trasparente la filiera di produzione e commercializzazione dell'olio pugliese, scoraggiando la possibilità di truffe e sofisticazioni pregiudizievoli per la sua immagine». «E' necessario tutelare la dop - ha sottolineato Blonda - con un sistema integrato di controlli così come è stato fatto negli ultimi tre anni. Infatti, si è partiti dai controlli alle aziende agricole e nei frantoi che sono stati effettuati nel 70% delle aziende pugliesi. Sono stati controllati anche le raffinerie, i commercianti all'ingrosso e le aziende di imbottigliamento. Nell'ottica della tutela del prodotto sono stati controllati numerosi supermercati e discount rivolgendo l'attenzione alle confezioni a prezzo troppo basso». «L'impegno di questa squadra antifrodi - ha concluso Blonda - continuerà migliorando sempre più la propria azione sul territorio solo che è necessaria una legislazione più adeguata alla realtà locale, in quanto attualmente è gravemente lacunosa e permette l'infiltrazione di contraffazioni del prodotto che rappresenta il simbolo della nostra regione e che deve essere garantito nella sua antica tradizione di qualità».

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