Addio a Guy Portoghese asso barese dello Swing

Non ha avuto il tempo di accorgesi di nulla il sassofonista e cantante Gaetano Portoghese, 44 anni, leader della band Guy e gli Specialisti. Dormiva, magari mentre sognava di ascoltare quell’ottimo swing che tanto amava o mentre abbracciava sua figlia di quattro mesi: da quel sonno non si è più svegliato. La notizia si è diffusa già nella mattinata di ieri sui social network, ma col passare delle ore è diventava sempre più credibile. Portoghese, che lascia sua moglie e la piccolissima bambina, era uno dei musicisti baresi più apprezzati e stimati: allegro, appassionato di musica e, soprattutto, un ottimo sassofonista che ha messo a disposizione il suo talento per molti progetti musicali e teatrali e aveva suonato con tantissimi musicisti italiani ed internazionali. 

Ma la grande passione di Guy è sempre stato lo swing. Quel dolce dondolio dettato dalla tensione ritmica, dalla accentuazioni, dai ritardi e gli anticipi ed elemento fondamentale del jazz, che dal 1998 è diventato il verbo di «Guy e gli specialisti» per riproporre le cover dei grandi artisti della Swing Era (anni Trenta e Quaranta) italiana e straniera. Dopo tanto lavoro e tanti concerti Guy, insieme a Claudio De Paola (sax tenore), Alfredo Sette (tromba), Antonello Fanizzi (trombone), Sergio Lang ella (pianoforte), Umberto Calentini (basso e voce) e Guido Vincenti (batteria), decisero di proporre la loro musica anche su disco con l’a l bu m d’esordio intitolato non a caso Quello che mi piace. Musiche riproposte con estrema ironia e coinvolgimento soprattutto nelle performance dal vivo, live in cui Guy diventato un vero leone da palcoscenico. 

Poi, sono arrivati altre produzioni discografiche, ma soprattutto performance dal vivo ricche di adrenalina. Risale a due anni fa la collaborazione con la coppia Toti & Tata, alias Antonio Stornaiolo ed Emilio Solfrizzi, nelle loro recenti performance teatrali. «Sono costernato, sono notizie che ti spiazzano – commenta commosso Stornaiolo. Abbiamo iniziato a collaborare due anni fa per il programma Casa Stornaiolo e mi furono consigliati da Renzo Arbore che mi disse: «A Bari c’è un gruppo che fa un ottimo swing». Così contattai Guy e iniziammo a collaborare. Poi, con Emilio abbiamo lavorato insieme per lo spettacolo Tutti pazzi per gli italiani. Ma il ricordo che ho di Guy è del musicista puro: fuori dal palcoscenico era una persona come tutti quanti noi, ma appena aveva tra le mani i sassofono diventava un altro. Poi, ricordo la sua energia, la voglia di sorridere ci siamo un sacco di risate. Era una persona che guardava la vita negli occhi: meritava di più dalla vita e dalla carriera artistica, perché aveva un grande talento». 

Non si sa ancora il giorno in cui saranno celebrati i funerali, ma di sicuro i suoi amici musicisti sono già pronti per fargli riascoltare lo swing, quella musica che lui amava tanto. [Nicola Morisco]
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