Domenica 19 Maggio 2019 | 20:18

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Aids in Puglia: esperti a Bari

L'incontro ha lo scopo di fare il punto sulle nuove frontiere terapeutiche e per lo scambio di informazioni tra i medici infettivologi della regione
BARI - In Puglia la percentuale di persone affette da Aids è di 1,6 ogni 100.000 abitanti. Nella sola provincia di Bari i malati sono 800, ma con un trend in notevole diminuzione rispetto agli ultimi anni per gli enormi progressi compiuti in campo terapeutico per il controllo di questa malattia. La situazione dell'AIDS in Puglia viene discussa oggi a Bari durante un incontro che vede la partecipazione dei migliori specialisti nazionali e regionali.
L'incontro, organizzato in collaborazione con la Abbott, ha lo scopo di fare il punto sulle nuove frontiere terapeutiche e di promuovere il dialogo e lo scambio di informazioni tra i medici infettivologi della regione. «La grande difficoltà posta dall'HIV sottolinea il Prof. Giuseppe Pastore, Professore Ordinario di Malattie Infettive, Università degli Studi di Bari, coordinatore scientifico dell'evento - è che il virus può diventare resistente ai farmaci antivirali utilizzati, rendendo più complesso ed impegnativo il ruolo dell'infettivologo nella gestione terapeutica di questa infezione. Per questo è necessario non solo disporre di farmaci potenti che rimangano validi per periodi sempre più lunghi ma, in particolare, diventa fondamentale la corretta valutazione dei test di resistenza virale, per poter scegliere la terapia più adatta ad ogni paziente».
Le resistenze del virus ai farmaci rendono i quadri clinici dei pazienti molto sfaccettati e pongono degli interrogativi che non sempre possono essere affrontati ricorrendo ai «testi sacri». Le mutazioni che insorgono variano continuamente e dunque, diventa necessario per i medici infettivologi il confronto con gli altri esperti per analizzare e valutare la propria condotta, anche alla luce delle best practices disponibili.
«La discussione dei casi clinici - ha evidenziato il prof. Pastore - è un momento molto importante nella formazione medica perchè non solo permette uno scambio di esperienze, ma assicura a livello regionale un'omogeneità di comportamento nella scelta dei trattamenti e nell'applicazione delle linee guida».

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