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Muore operaio, s'indaga all'Ilva

La Procura della Repubblica di Taranto disporrà una verifica tecnica sugli impianti del «Dbs 1» (deposito bramme) dello stabilimento siderurgico
TARANTO - La Procura della Repubblica di Taranto disporrà una verifica tecnica sugli impianti del «Dbs 1» (deposito bramme) dello stabilimento siderurgico Ilva, l'area in cui il 9 settembre scorso è morto in un incidente sul lavoro l'operaio Luigi Di Leo.
A disporre la verifica - si è appreso da fonti giudiziarie - sarà il procuratore aggiunto Franco Sebastio, che dirige l'inchiesta insieme con il sostituto procuratore Remo Epifani. L'impianto coinvolto nell'incidente è attualmente sotto sequestro.
La perizia dovrebbe essere completata in settimana e verrà eseguita da funzionari e tecnici dell'Ispettorato del lavoro, che si avvarranno dell'ausilio dell'Arpa (Agenzia regionale protezione ambiente). In particolare si dovrà accertare se il sistema di frenatura dell'impianto funzionava regolarmente.
E' stato invece già accertato che il sistema elettronico anti-collisione fra carri ponte, installato nel maggio scorso, al momento della tragedia risultava rimosso.
Di Leo, che stava lasciando il reparto dopo aver ultimato il suo turno di lavoro, venne colpito da una putrella in acciaio staccatasi da un carro ponte scontratosi con un altro carro ponte ad un'altezza di circa 15 metri dal suolo.

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