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Tremiti, il mistero del vecchio faro abbandonato

di FRANCESCO TROTTA
ISOLE TREMITI - Faro, che passione…. È un simbolo, uno dei tanti, ma di certo il più suggestivo, delle Isole Tremiti. Muto guardiano di un passato che parla di pescatori alle prese con uragani e tempeste di mare, punto di riferimento di naviganti smarriti e di antiche leggende, il faro di San Domino deve il suo fascino anche e soprattutto perché 25 anni fa fu al centro di un giallo internazionale con tanto di morto. Oggi purtroppo è un «vecchio barbone» abbandonato che troneggia a Punta del Diavolo, estremo lembo nord dell’isola di san Domino e che nessuno, pare, abbia più voglia di occuparsene
Tremiti, il mistero del vecchio faro abbandonato
di FRANCESCO TROTTA

ISOLE TREMITI - Faro, che passione…. È un simbolo, uno dei tanti, ma di certo il più suggestivo, delle Isole Tremiti. Muto guardiano di un passato che parla di pescatori alle prese con uragani e tempeste di mare, punto di riferimento di naviganti smarriti e di antiche leggende, il faro di San Domino deve il suo fascino anche e soprattutto perché 25 anni fa fu al centro di un giallo internazionale con tanto di morto. Oggi purtroppo è un «vecchio barbone» abbandonato che troneggia a Punta del Diavolo, estremo lembo nord dell’isola di san Domino e che nessuno, pare, abbia più voglia di occuparsene. 

Rifugio di qualche sbandato occasionale, per il faro oltre ad un presente umiliante, si staglia all’orizzonte anche un futuro piuttosto opaco, che non promette nulla di buono. Infatti il muto guardiano che da oltre mezzo secolo vigila sull’arcipelago diomedeo, non rientra nella lista emanata l’anno scorso da Roma che contempla i beni immobili da mettere a disposizione del comune grazie ad una norma corretta del federalismo ed approvata nel 2011 dal Governo. Escluso, fatto fuori. Niente di niente. 

Eppure con San Domino nel pieno della stagione turistica, il degrado di quello che resta dell’antico faro, continua a fare bella mostra di sé e a disturbare… O meglio a turbare quanti vorrebbero invece salvaguardarlo. Nessuno però può metterci una mano perchè la proprietà è strettamente del demanio. E nonostante in un recente passato l’allora sindaco Peppino Calabrese cercò in tutti i modi di entrare in possesso sia del faro di San Domino che di quello di Capraia per trasformarli in sede di un centro di ricerca di biologia marina del Mediterraneo, nulla finora si è mosso. 

Quel faro custodisce anche un giallo, un giallo zeppo di lati oscuri, le cui ombre minacciose abbracciano paesi esteri. E che a distanza di cinque lustri restano ancora avvolti nel mistero. Quel grave episodio di cronaca non fu mai chiarito. Il ricordo tra gli isolani dell’attentato è invece sempre nitido: la sera dell’8 novembre del 1987, cioè venticinque anni fa, la quiete ed il silenzio invernale di Punta del Diavolo e delle isole diomedee furono squarciate da un boato potentissimo. Una bomba era esplosa. Per fortuna nell’edificio quel giorno non c’era nessuno, il faro era disabitato. Ci fu una sola vittima di nazionalità svizzera, uno dei due attentatori. L’altro, fermato, riuscì però a far perdere ben presto le proprie tracce. Dilagarono congetture e supposizioni, senza riscontri probanti però. 

La mano dell’allora colonnello Gheddafi, che in quel periodo le Tremiti le reclamava a gran voce oppure l’astuta mossa di qualche servizio segreto estero sempre a danno della Libia? Ancora oggi nessuno ha dato una risposta. A distanza di 25 anni il mistero continua ad essere tale. Il fanalista di San Domino era Domenico Calabrese. Stava lì fin dal 1959. Calabrese quel giorno di 25 anni fa, per fortuna, non c’era all’interno della piccola casa che fiancheggia il faro. E si salvò.

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Commenti all'articolo

  • Guardiano

    15 Novembre 2016 - 12:12

    http://www.lettera43.it/persone/tony-l-ultimo-guardiano-del-faro-a-capo-santa-croce_43675249964.htm

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