Invalida sola e malata Alla Asl le negano il letto ortopedico La replica: «Non le serve»
di VALERIA CORDELLA ARCANGELI
Invalida al 100% chiede un letto ortopedico elettrico, ma la Asl glielo nega. «Mia zia è anziana, ha compiuto 80 anni qualche mese fa, vive sola e risiede in un comune della provincia di Brindisi - racconta la nipote Angela Argentieri -. Qualche mese fa, disperata per l’aggravarsi delle sue condizioni fisiche, ha presentato richiesta alla Asl perchè le fosse assegnato un letto dotato di motore elettrico per regolare lo schienale e la posizione delle gambe e per agevolare i movimenti quando è costretta ad alzarsi o a rimettersi a letto». Dal Distretto di Mesagne, cui spetta di autorizzare la fornitura, nel giro di qualche settimana, è stato inviato presso la sua abitazione un medico specialista per accertare il grado di invalidità della disabile e, soprattutto, se quest’ultima, vivendo da sola ed essendo avanti negli anni, avesse adeguate capacità intellettive per utilizzare al meglio il meccanismo ed in particolare il telecomando.
Quando lo specialista ha ultimato la visita, secondo quanto afferma la signora Argentieri, si sarebbe espresso in maniera positiva circa l’esito dell’accertamento, lasciando intendere e sperare, pertanto, che non ci sarebbero state cause ostative al rilascio del letto ortopedico. Ma così non è stato.
E’ rimasta senza parole la signora Argentieri, nipote dell’anziana, quando si è recata presso il Distretto per ritirare quello che avrebbe dovuto essere, a suo parere, solo una conferma di quanto già annunciato dal medico ed invece ha dovuto prendere atto che, secondo la Asl, l’anziana non era in possesso dei requisiti richiesti per autorizzare la concessione del dispositivo sanitario. «Non capisco proprio - afferma la giovane donna - quale sia la logica di quell’intervento. Non ha senso che lo specialista verifichi e accerti se poi, quando esprime parere positivo la Asl non ne tiene conto? Qualcuno ci spieghi cosa è accaduto permettendoci così di non sentire il rifiuto come un’ingiustizia. D’accordo la crisi economica, comprendo pure che quegli ausilii siano assegnati con prudenza, sarebbe da irresponsabili non contenere e ridurre le spese visto il momento drammatico. Ma se il diritto esiste, non si può negarlo. Avrei anche capito se la Asl avesse proposto di offrire una parte della somma per l’acquisto del letto ma negare del tutto il diritto ad una persona nelle condizioni di mia zia, mi sembra davvero eccessivo. E, soprattutto, ingiusto».
La signora Argentieri è molto amareggiata per la vicenda. Anche perchè l’anziana zia, persona molto riservata e mite, non avrebbe mai voluto che la sua storia finisse sui giornali. «Condivido il suo punto di vista - dice infine la nipote - ma viviamo un momento così difficile, i cittadini non ci sentono tutelati e i diritti, talvolta anche ingiustamente, vengono negati, non potevo proprio restare in silenzio. Desidero, e credo sia giusto, avere delle risposte».
Invalida al 100% chiede un letto ortopedico elettrico, ma la Asl glielo nega. «Mia zia è anziana, ha compiuto 80 anni qualche mese fa, vive sola e risiede in un comune della provincia di Brindisi - racconta la nipote Angela Argentieri -. Qualche mese fa, disperata per l’aggravarsi delle sue condizioni fisiche, ha presentato richiesta alla Asl perchè le fosse assegnato un letto dotato di motore elettrico per regolare lo schienale e la posizione delle gambe e per agevolare i movimenti quando è costretta ad alzarsi o a rimettersi a letto». Dal Distretto di Mesagne, cui spetta di autorizzare la fornitura, nel giro di qualche settimana, è stato inviato presso la sua abitazione un medico specialista per accertare il grado di invalidità della disabile e, soprattutto, se quest’ultima, vivendo da sola ed essendo avanti negli anni, avesse adeguate capacità intellettive per utilizzare al meglio il meccanismo ed in particolare il telecomando.
Quando lo specialista ha ultimato la visita, secondo quanto afferma la signora Argentieri, si sarebbe espresso in maniera positiva circa l’esito dell’accertamento, lasciando intendere e sperare, pertanto, che non ci sarebbero state cause ostative al rilascio del letto ortopedico. Ma così non è stato.
E’ rimasta senza parole la signora Argentieri, nipote dell’anziana, quando si è recata presso il Distretto per ritirare quello che avrebbe dovuto essere, a suo parere, solo una conferma di quanto già annunciato dal medico ed invece ha dovuto prendere atto che, secondo la Asl, l’anziana non era in possesso dei requisiti richiesti per autorizzare la concessione del dispositivo sanitario. «Non capisco proprio - afferma la giovane donna - quale sia la logica di quell’intervento. Non ha senso che lo specialista verifichi e accerti se poi, quando esprime parere positivo la Asl non ne tiene conto? Qualcuno ci spieghi cosa è accaduto permettendoci così di non sentire il rifiuto come un’ingiustizia. D’accordo la crisi economica, comprendo pure che quegli ausilii siano assegnati con prudenza, sarebbe da irresponsabili non contenere e ridurre le spese visto il momento drammatico. Ma se il diritto esiste, non si può negarlo. Avrei anche capito se la Asl avesse proposto di offrire una parte della somma per l’acquisto del letto ma negare del tutto il diritto ad una persona nelle condizioni di mia zia, mi sembra davvero eccessivo. E, soprattutto, ingiusto».
La signora Argentieri è molto amareggiata per la vicenda. Anche perchè l’anziana zia, persona molto riservata e mite, non avrebbe mai voluto che la sua storia finisse sui giornali. «Condivido il suo punto di vista - dice infine la nipote - ma viviamo un momento così difficile, i cittadini non ci sentono tutelati e i diritti, talvolta anche ingiustamente, vengono negati, non potevo proprio restare in silenzio. Desidero, e credo sia giusto, avere delle risposte».