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Scompare imprenditore. S'indaga per omicidio

In casa la spesa appena fatta, la sua auto che ricompare misteriosamente, e di Ciro Merolla - imprenditore napoletano di 53 anni con interessi nel settore edilizio in Puglia - nessuna notizia dal 12 luglio. La Procura di Taranto ora avvia un'inchiesta a carico di ignoti ipotizzando il reato di omicidio volontario
TARANTO - La porta d'ingresso dell'abitazione non è stata chiusa a chiave, segno che il proprietario intendeva rientrare presto a casa. Ma Ciro Merolla, imprenditore napoletano di 53 anni con interessi nel settore edilizio a Taranto, manca dalla sua casa dal 12 luglio. I carabinieri lo hanno accertato forzando quella porta d'ingresso dopo che la moglie, Rosaria, che vive ad Arezzo con i quattro figli della coppia, ha denunciato la scomparsa.
Nell'appartamento in via Filonide 1, alla periferia di Taranto, che funge anche da ufficio dell'imprenditore, i carabinieri hanno trovato altre tracce. Ad esempio, su un tavolo c'era parte di una spesa appena compiuta in un supermercato; la restante parte era stata conservata in frigo. Se qualcuno vuole allontanarsi volontariamente e far perdere le tracce, sottolineano gli investigatori, non lascia la spesa sistemata a metà. Nessuna traccia invece delle chiavi di casa.
Si infittisce ogni giorno di più il mistero sulla sorte di Ciro Merolla, tanto che la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Taranto ha aperto un'inchiesta a carico di ignoti ipotizzando il reato di omicidio volontario, anche per avviare una serie di accertamenti tecnici. Come quello fatto eseguire nelle ultime ore dal sostituto procuratore Alessio Coccioli, il magistrato che dirige l'inchiesta, ai carabinieri della sezione investigazioni scientifiche di Taranto che hanno rilevato tutte le impronte all'interno e all'esterno della «Bmw» serie 7, color canna di fucile, appartenente a Merolla.
Di quell'auto il 12 luglio non c'era più traccia e invece è ricomparsa all'improvviso due giorni dopo nei pressi dell'abitazione dell'imprenditore. La vettura era regolarmente chiusa, ma delle chiavi non c'era traccia neppure in casa di Merolla. L'accertamento tecnico è stato eseguito alla presenza dell'avvocato Carlo Petrone, del foro di Taranto, che cura gli interessi nella vicenda della famiglia Merolla, e di un figlio dell'imprenditore, Gianluca. Non sono state trovate tracce di sangue ma quei rilievi verranno ora esaminati dai carabinieri del Ris (Reparto investigazioni scientifiche) di Roma.
Merolla, che ha amicizie politiche fra vecchi amministratori tarantini, era impegnato negli ultimi tempi, insieme ad un imprenditore di Statte (Taranto), nella realizzazione di un residence nella zona 167 dello stesso comune. Ma anche l'imprenditore stattese non lo sente più dal 12 luglio. Merolla viveva a Taranto dal lunedì al venerdì, e ad ogni fine settimana tornava dalla sua famiglia ad Arezzo. Il suo telefonino, in questo mese che è trascorso dalla scomparsa, è rimasto muto, tranne che per alcuni momenti in cui ha squillato ma senza risposta. Gli indizi raccolti fino ad ora dai carabinieri farebbero pensare a un allontanamento di Merolla non volontario, o comunque in tutta fretta, dall'abitazione tarantina. Ma chi, ad esempio, ha riportato sotto casa la sua auto e chi ha riacceso e poi spento il suo cellulare? Gli inquirenti sperano che gli esami dei carabinieri del Ris diano risposte decisive.

ANSIA IN FAMIGLIA AD AREZZO
Ciro Merolla, l'imprenditore napoletano scomparso un mese fa dalla sua abitazione a Taranto, era arrivato ad Arezzo nel 1993 per aprire un ingrosso di tessuti a Pratacci, la zona commerciale alla periferia del capoluogo.
L'uomo non era solito parlare di affari in famiglia, così sono davvero poche le notizie che la moglie e i quattro figli (due maschi e due femmine) sono in grado di fornire agli investigatori pugliesi che cercano di far luce sulla misteriosa vicenda. Anche per questa ragione la signora Rosaria ha subito dato l'allarme alle autorità tarantine, il 14 luglio, appena non ha più avuto notizie dal marito.
Merolla aveva lasciato l'ingrosso di Pratacci alcuni anni fa e si era trasferito a Taranto continuando a fare il pendolare tra la Toscana e la Puglia. Così nella fattoria ristrutturata in località Casa al Cincio, poche abitazioni isolate a una decina di chilometri da Arezzo, la moglie e i figli, chiusi in uno stretto riserbo, trascorrono le ore in un forte stato di ansia e trepidazione nella speranza che il telefono torni presto a squillare.

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