Sabato 19 Gennaio 2019 | 12:59

«Padre Pio ubiquo prima di morire»

La rivista «Volto Santo» racconta un ulteriore caso di «bilocazione» del frate, che si sarebbe verificato all'alba del giorno precedente la sua morte
PESCARA - La rivista «Volto Santo» racconta un ulteriore caso di «bilocazione» di padre Pio, che durante la sua vita sarebbe apparso in diversi luoghi contemporaneamente. All'alba del giorno precedente la sua morte, Padre Pio apparve in preghiera davanti al «Volto Santo» nel Santuario di Manoppello (Pescara): «Io non mi fido più - avrebbe detto il santo di Pietrelcina, rivolgendosi all'icona del Cristo, il 22 settembre 1968, alla presenza di padre Domenico da Cese, con il quale aveva instaurato da decenni un forte rapporto -. Prega per me. Arrivederci in Paradiso!».
Questo ulteriore caso di «bilocazione» è riferito per la prima volta dalla rivista ufficiale del «Volto Santo». Come ogni mattina padre Domenico era andato ad aprire la Chiesa, dove avrebbe trovato Padre Pio - che sarebbe spirato la notte successiva a San Giovanni Rotondo (Foggia) - il quale, inginocchiato al primo banco del coro e con il capo tra le mani, implorando, si rivolgeva al Volto Santo.
Quest'ultimo è un tessuto sottilissimo nel quale la tradizione e alcuni teologi individuano il velo sul quale sarebbe rimasto impresso il volto di Gesù avvolto nel sudario. Sarebbe la «Veronica», la «vera icona» che si trovava un tempo in San Pietro a Roma e di cui, dal XVII secolo, misteriosamente non si hanno più notizie.
Venerato ogni anno da decine di migliaia di fedeli, il «Volto Santo» era conosciuto da San Pio da Pietrelcina tramite padre Domenico, il quale gli portava immagini della reliquia nelle sue visite a San Giovanni Rotondo. «E' il più grande miracolo che abbiamo», avrebbe detto Padre Pio al frate marsicano.
Padre Domenico era nato cento anni fa, nel 1905, ad Avezzano (L'Aquila) e morì a Torino nel 1978 in un incidente stradale. Secondo la tradizione popolare da bambino avrebbe predetto il terremoto che devastò la Marsica nel 1915. Aveva conosciuto Padre Pio nel 1940. Cappellano militare, aveva approfittato di una breve licenza per conoscere personalmente il frate che gli era apparso in sogno anni prima.
Da allora - riferisce la rivista del Santuario di Manoppello - si stabilì tra loro un forte rapporto ideale. Come il frate di Pietrelcina, padre Domenico portava le stimmate, che nascondeva con strisce di carta, alcune delle quali raccolte in una teca esposta nel cimitero di Cese, nei pressi di Avezzano, dove è stato sepolto.
Tra i casi di «bilocazione» attribuiti a padre Pio, la rivista del Santuario definisce l'episodio di Manoppello «forse quello più straordinario», pur con la «necessaria cautela e senza alcun desiderio di sensazionalismo». La vicenda era stata riferita, in modo marginale, in uno scritto del 1979, curato da un amico del frate marsicano, Bruno Sammaciccia, distribuito tra un ristretto numero di persone.
A confermare l'episodio è oggi un altro frate, Vincenzo D'Elpidio, il quale ne era stato messo a conoscenza dallo stesso padre Domenico, sia pure in modo sintetico, «per quella riservatezza che contrassegnava la vita del frate di Cese, che non amava parlare di sè».

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