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Taranto - Interdetto medico per truffa

In tutto 13 arrestati. Da un centro sanitario, venivano emesse ricette per rimborsi di prestazioni e visite mai eseguite. L'inchiesta nelle province di Taranto, Brindisi e Bari
TARANTO - Una ordinanza cautelare di interdizione dalla professione è stata notificata dai carabinieri ad un medico fisiatra direttore tecnico di un istituto di diagnosi e terapia convenzionato di Taranto che è al centro di una inchiesta dei Nas su una presunta truffa da quattro milioni di euro al sistema sanitario nazionale.
L'inchiesta aveva portato lo scorso aprile all'arresto di 13 persone (tra cui lo stesso medico) tra le province di Taranto, Brindisi e Bari, perchè accusati di una truffa compiuta attraverso la emissione di ricette che venivano rimborsate dalla Ausl per prestazioni riabilitative gonfiate, o persino controindicate, e in un caso riferite anche a una persona morta. Contestata anche la falsificazione di ricette con la compiacenza di alcuni medici.

Tra gli arrestati (che sono stati tutti successivamente rimessi in libertà) figurano i dirigenti dell'Istituto di diagnosi e terapia di Taranto: Jole Ammenti, di 72 anni, suo marito Michele Marangi, di 72, titolari del centro riabilitativo, il figlio della coppia, Michelangelo Marangi, di 45, e Vito Dammacco, di 57 anni, medico fisiatra di Bari e direttore tecnico del centro cui è stato notificato oggi il provvedimento interdittivo. Altre nove persone, tutti medici, erano stati messi ai domiciliari.
La truffa veniva realizzata prescrivendo e chiedendo in pagamento alle Ausl ricette per prestazioni di fisiochinesiterapia non appropriate rispetto alla patologia diagnosticata, o mai eseguite. Il provvedimento di interdizione è stato notificato anche all'Ordine del medici della provincia di Bari cui è iscritto l'indagato.

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