Vende auto in Marocco e poi denuncia furto Altamurano tenta truffa
di GIOVANNI LONGO
Da Altamura in Spagna, e di qui in Marocco e poi in Mauritania. Targa anteriore e posteriore forse distrutte, procura speciale a vendere ritenuta un falso e poi l’accusa di truffa all’assicurazione per la richiesta di risarcimento a fronte di un furto mai avvenuto. Se la Bmw 320 Touring Futura C Diesel di colore nero potesse parlare chissà cosa racconterebbe di quel viaggio avventuroso da Altamura in Africa. L’unica cosa certa è che il suo vecchio proprietario e colui che avrebbe ricevuto il mandato a venderla sono a processo con le accuse di truffa ai danni della compagnia di assicurazione, simulazione di reato e distruzione delle targhe automobilistiche.
La storia, stando a quanto ricostruito dalla procura di Bari, inizia il 14 marzo 2010 quando nel porto di Algeciras (Spagna), Jala Atmoun, 30 anni, marocchino, si imbarca per Tangeri (Marocco) alla guida della Bmw di proprietà di Antonio Cifarelli, 34 anni, altamurano. Il veicolo, si legge nei documenti, è destinato all’esportazione nei paesi Africani. Il caso vuole che alla frontiera ci siano anche poliziotti italiani in ausilio dei colleghi spagnoli, nell’ambito dell’operazione internazionale denominata «Alto Impatto 2010», finalizzata a «contrastare il fenomeno della fraudolenta distruzione della cosa propria».
Forse in quel momento qualcuno di loro ha dei sospetti, ma nulla lascia immaginare un presunto tentativo di truffare l’assicurazione. Intanto, i dati relativi a quell’auto e a quel conducente vengono trasmessi in Italia. Più di una «spia» si accende venti giorni dopo, quando Cifarelli presenta una denuncia di furto della sua autovettura. Ai carabinieri di Altamura racconta che tra mezzanotte e 45 minuti e le sei e 50 di mattina del 4 aprile 2010 qualcuno ha rubato la Bmw con a bordo carta di circolazione e certificato di proprietà. Partono così le indagini per individuare il ladro. Ma incrociando i dati si scopre che poco tempo prima della denuncia, quella autovettura viene segnalata alla frontiera tra Spagna e Marocco. Le indagini si spostano così in un’altra direzione. Il percorso compiuto dalla Bmw nella primavera di due anni fa viene ricostruito dalla polizia di frontiera di Genova e da quegli agenti italiani che, con i colleghi spagnoli erano in servizio nel porto di Algeciras.
Il sospetto che l’assicurazione possa essere truffata prende corpo nel momento in cui viene sentito un notaio di Montebelluna (distretto di Treviso). Quando gli viene sottoposta la procura speciale a vendere che proprio lui avrebbe autenticato, il pubblico ufficiale sgrana gli occhi: quella firma non è la sua, l’atto è un falso. Quanto basta per citare a giudizio Cifarelli e Atmoun. Il dibattimento inizierà il 9 luglio prossimo davanti al Tribunale di Bari, sezione distaccata di Altamura. Parte civile nel procedimento l’Allianz Spa, difesa dall’avvocato Luca Italiano. La compagnia di assicurazione, è la tesi sostenuta dal pm Marcello Quercia, è stata truffata. L’Allianz, dunque, non ritiene di pagare il risarcimento per un furto mai avvenuto.
Da Altamura in Spagna, e di qui in Marocco e poi in Mauritania. Targa anteriore e posteriore forse distrutte, procura speciale a vendere ritenuta un falso e poi l’accusa di truffa all’assicurazione per la richiesta di risarcimento a fronte di un furto mai avvenuto. Se la Bmw 320 Touring Futura C Diesel di colore nero potesse parlare chissà cosa racconterebbe di quel viaggio avventuroso da Altamura in Africa. L’unica cosa certa è che il suo vecchio proprietario e colui che avrebbe ricevuto il mandato a venderla sono a processo con le accuse di truffa ai danni della compagnia di assicurazione, simulazione di reato e distruzione delle targhe automobilistiche.
La storia, stando a quanto ricostruito dalla procura di Bari, inizia il 14 marzo 2010 quando nel porto di Algeciras (Spagna), Jala Atmoun, 30 anni, marocchino, si imbarca per Tangeri (Marocco) alla guida della Bmw di proprietà di Antonio Cifarelli, 34 anni, altamurano. Il veicolo, si legge nei documenti, è destinato all’esportazione nei paesi Africani. Il caso vuole che alla frontiera ci siano anche poliziotti italiani in ausilio dei colleghi spagnoli, nell’ambito dell’operazione internazionale denominata «Alto Impatto 2010», finalizzata a «contrastare il fenomeno della fraudolenta distruzione della cosa propria».
Forse in quel momento qualcuno di loro ha dei sospetti, ma nulla lascia immaginare un presunto tentativo di truffare l’assicurazione. Intanto, i dati relativi a quell’auto e a quel conducente vengono trasmessi in Italia. Più di una «spia» si accende venti giorni dopo, quando Cifarelli presenta una denuncia di furto della sua autovettura. Ai carabinieri di Altamura racconta che tra mezzanotte e 45 minuti e le sei e 50 di mattina del 4 aprile 2010 qualcuno ha rubato la Bmw con a bordo carta di circolazione e certificato di proprietà. Partono così le indagini per individuare il ladro. Ma incrociando i dati si scopre che poco tempo prima della denuncia, quella autovettura viene segnalata alla frontiera tra Spagna e Marocco. Le indagini si spostano così in un’altra direzione. Il percorso compiuto dalla Bmw nella primavera di due anni fa viene ricostruito dalla polizia di frontiera di Genova e da quegli agenti italiani che, con i colleghi spagnoli erano in servizio nel porto di Algeciras.
Il sospetto che l’assicurazione possa essere truffata prende corpo nel momento in cui viene sentito un notaio di Montebelluna (distretto di Treviso). Quando gli viene sottoposta la procura speciale a vendere che proprio lui avrebbe autenticato, il pubblico ufficiale sgrana gli occhi: quella firma non è la sua, l’atto è un falso. Quanto basta per citare a giudizio Cifarelli e Atmoun. Il dibattimento inizierà il 9 luglio prossimo davanti al Tribunale di Bari, sezione distaccata di Altamura. Parte civile nel procedimento l’Allianz Spa, difesa dall’avvocato Luca Italiano. La compagnia di assicurazione, è la tesi sostenuta dal pm Marcello Quercia, è stata truffata. L’Allianz, dunque, non ritiene di pagare il risarcimento per un furto mai avvenuto.