Martedì 22 Gennaio 2019 | 17:21

Omicidio Sarah Scazzi I Ros inchiodano Cosima "Pure lei era in garage" Le foto del ritrovamento in aula ritorna l’orrore

di MIMMO MAZZA
TARANTO - Il cellulare di Sarah Scazzi alle 14.42 del 26 agosto 2010, giorno del suo omicidio, si trovava nel garage della famiglia Misseri, luogo nel quale 43 minuti dopo (alle 15.25) ricevette una telefonata l’apparecchio di sua zia Cosima Serrano. A ribadirlo alla corte d’assise, confermando quanto scritto in una perizia agli atti dell’inchiesta ormai da un anno, ieri sono stati il tenente colonnello Paolo Vincenzoni e il maresciallo Giuseppe Pirò, entrambi carabinieri del Ros ai quali la Procura commissionò il lavoro di mappatura dei cellulari dei protagonisti del giallo di Avetrana
• LA CRONACA DI IERI
Omicidio Sarah Scazzi I Ros inchiodano Cosima "Pure lei era in garage" Le foto del ritrovamento in aula ritorna l’orrore
di MIMMO MAZZA
TARANTO - Il cellulare di Sarah Scazzi alle 14.42 del 26 agosto 2010, giorno del suo omicidio, si trovava nel garage della famiglia Misseri, luogo nel quale 43 minuti dopo (alle 15.25) ricevette una telefonata l’apparecchio di sua zia Cosima Serrano. A ribadirlo alla corte d’assise, confermando quanto scritto in una perizia agli atti dell’inchiesta ormai da un anno, ieri sono stati il tenente colonnello Paolo Vincenzoni e il maresciallo Giuseppe Pirò, entrambi carabinieri del Ros ai quali la Procura commissionò il lavoro di mappatura dei cellulari dei protagonisti del giallo di Avetrana.

Le testimonianze degli agenti di polizia giudiziaria hanno monopolizzato la decima udienza del processo per il delitto della 15enne di Avetrana. Se i luogotenenti Giovanni Bardaro e Antonio Calò, in forza al nucleo della Procura, hanno ripercorso i mesi delle indagini, ricostruendo i percorsi fatti dai protagonisti della vicenda, i loro tabulati telefonici, le loro testimonianze, sono stati gli specialisti del Ros ad offrire al procuratore aggiunto Pietro Argentino e al sostituto Mariano Buccoliero elementi utili da utilizzare nei confronti di Sabrina Misseri e di sua madre Cosima Serrano, imputate per sequestro di persona e omicidio. Una premessa tecnica è d’obbligo. Tutte le persone coinvolte nella vicenda usano cellulari Vodafone e malgrado l’aiuto fornito agli inquirenti dai tecnici del gestore, i cellulari non sono dotati di dispositivo satellitare gps e dunque è difficile accertare con estrema precisione la posizione dei cellulari. Nel caso di Avetrana c’è però una particolarità tecnica che ha aiutato gli investigatori. L’abitazione della famiglia Misseri è coperta infatti da un ripetitore Umts, quello di terza generazione (sul display dei cellulari compare infatti il simbolo 3G). Non così il garage, dove il segnale Umts non arriva e quindi i cellulari non solo scalano sulla frequenza Gsm, come avviene in questi casi, ma agganciano una cella che gli specialisti del Ros non hanno poi mai rilevato nella veranda, nel cortile e nell’abitazione degli zii di Sarah. 

Probabilmente una diabolica coincidenza di segnali e di campi che però ha permesso ai carabinieri del Ros di specificare in quale porzione della villetta di via Deledda si trovavano i cellulari dei protagonisti quel pomeriggio. Proprio usando questi parametri, secondo i militari del Ros, il telefono di Cosima Misseri alle 15.25 si trovava in garage, un luogo dove lei ha sempre negato di essere stata quel giorno e soprattutto in quelle ore. Invece, per 40 secondi, il suo cellulare ha agganciato un’altra cella, quella del garage, che, come detto, non è stata mai captata nella veranda, nel cortile e nell’abitazione. 

La mappatura telefonica compiuta dai carabinieri del Ros permette, allo stato degli atti, alla pubblica accusa di spostare individuare il luogo del delitto nella casa dei Misseri, dove si sarebbero trovati Sabrina, Cosima e Michele, con il corpo di Sarah successivamente trasportato nel garage. Sempre secondo la testimonianza dei militari del Ros, il 27 agosto 2010, dalle 10.26 alle 10.40, i telefonini di Cosima Serrano e di sua figlia Sabrina Misseri si trovavano in un’area rurale compresa tra Avetrana e San Pancrazio Salentino, una zona compatibile sia con la contrada Mosca, dove poi fu trovato il cadavere di Sarah, sia con la zona dove c'è l’albero di fico sotto il quale vennero rinvenuti i resti dei vestiti bruciati della vittima. Sulla perizia del Ros hanno dato battaglia gli avvocati difensori, contestando non solo la perentorietà delle conclusioni a cui i carabinieri sono giunti ma anche il fatto che non sia più possibile ripetere l’accertamento, questa volta alla presenza dei consulenti di parte, in quanto dal settembre del 2011 la rete telefonica di Avetrana è cambiata. 

I Ros, peraltro, per completare il loro lavoro hanno anche consegnato alla vigilia dell’udienza di ieri una ulteriore relazione alla Procura per dimostrare che nei minuti delle chiamate finite sotto i riflettori della magistratura, ad Avetrana non c’era traffico telefonico tale da giustificare un cambio di rete. Concluso, intanto, il lavoro del perito incaricato dal pm Buccoliero di verificare il contenuto dei cellulari dei protagonisti della vicenda, lavoro conclusosi, però, senza novità rilevanti. Prossima udienza il 3 aprile.

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