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«Giochi di guerra» dalla Puglia in Polonia

La brigata «Pinerolo» di Bari sta portando avanti un'esercitazione nel Nord Europa. Schierati 750 militari pugliesi per liberare lo Stato di Plutonia dalle divisioni di Urania
Brigata Corazzata «Pinerolo» di Bari DRAWSKO (POLONIA) - In un’area vastissima (20 per 25 chilometri) tra i boschi del Nord della Polonia, sono schierati circa 750 militari pugliesi. Sono inseriti nei ranghi della Divisione «Acqui» e partecipano ad una mastodontica esercitazione denominata «Drawsko». Sul campo vengono messi alla prova il cervello e i muscoli dell’organizzazione militare. Nel caso di un vero intervento armato la prontezza di analisi e decisionale del primo, nonché le modalità e i tempi di risposta dei secondi, sarebbero vitali.
I pugliesi sono in gran parte militari della Brigata Corazzata «Pinerolo». Anzi, per essere precisi, nell’area addestrativa di Drasko Pomorskie si trovano: il Comando della Divisione Acqui e il reparto Comando e supporti tattici Acqui con sede a S. Giorgio a Cremano (Napoli); il Comando della Brigata Corazzata Pinerolo ed il Reparto Comando e Supporti Tattici con sede a Bari; il 31° Reggimento carri che ha sede ad Altamura; il 21° reggimento artiglieria con sede a Foggia, il 232° reggimento trasmissioni di Avellino; unità del 1° reggimento Bersaglieri con sede a Cosenza, uno squadrone elicotteri del 2° reggimento «Sirio» con sede a Lamezia Terme, alcune unità carri, del genio e dell’artiglieria polacca ed assetti specialistici del Comando Forze Operative Terrestri.

Pugliesi anche i comandanti: è di Corato (Bari) il generale di divisione Vincenzo Lops, comandante della Divisione Acqui ed è di Adelfia (Bari) il comandante della Brigata Corazzata Pinerolo, generale di Brigata, Michele Torres.
In una tenda da campo, mentre nell’aria risuonano i colpi dell’artiglieria pesante e la terra vibra sotto i piedi per il passaggio dei cingolati, è davvero rassicurante pensare che si tratti di una simulazione. Eppure, dopo i briefing (cui hanno partecipato anche il comandante delle Forze Operative Terrestri, generale di Corpo d’Armata Cosimo D’Arrigo, nonché il generale di Corpo d’Armata Luigi Colaneri, comandante di 2° Comando delle Forze di Difesa), è chiaro che questo wargame è tutt’altro che un panorama remoto.

Per rendere tutto assolutamente credibile è stato creato uno scenario di riferimento. Sono state inventate di sana pianta delle nazioni, una invasione, un fronte di resistenza. E’ stato creato un bacino di risoluzioni dell’Onu e, alla fine, è stato deciso l’intervento armato. L’obiettivo è quello di liberare lo Stato di Plutonia dalle Divisioni dello Stato vicino, Urania. Bisogna anche mettere in sicurezza le risorse petrolifere dell’area e, per poter garantire la pace futura, bisogna fare in modo di non spazzar via completamente la struttura difensiva del paese attaccante.

Sì, per voi che leggerete queste righe, seduti in poltrona, sembrerà poco più che un gioco. In realtà, se ci rifletterete, troverete moltissime similitudini con quanto è accaduto nella recente storia bellica internazionale.
Oggi, in questo poligono incastrato tra Varsavia e Stettino, dopo le decisioni assunte ieri dall’alto comando, gli uomini della Brigata Pinerolo stanno mettendo in pratica gli ordini.
Coordinazione, tempistica, condizioni meteo, tutto viene tenuto in conto. Ogni unità deve rispondere perfettamente. E, se per caso qualcosa non dovesse essere a puntino, il risultato sarà comunque utile. Nei prossimi mesi tutto questo patrimonio (da Scuola di Guerra e anche Operativo e Logistico) verrà analizzato, smontato pezzo per pezzo, studiato.

All’esercitazione partecipano, complessivamente: 1.200 uomini (le donne, dicono qui, sono tutte impegnate in Italia nell’ambito dell’operazione antiterrorismo «Domino»); 400 mezzo ruotati; 5 elicotteri; 65 veicoli corazzati da combattimento.
In questi giorni (i primi militari sono arrivati qui il 29 aprile) sono stati impiegati 110 chili di esplosivo; sono stati esplosi 131.000 proiettili; 240 i colpi contro-carro; 9.800 i colpi per carro Leopard e Dardo. Quanto agli italiani Dardo (mezzi movimentazione truppe molto versatili e dotati di grande capacità di fuoco) nell’arco del prossimo anno andranno a integrare la dotazione della Pinerolo. Notevole anche l’investimento economico dell’attività addestrativa: 4.702.368 euro.
Marisa Ingrosso

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