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Modugno - Passeggiata ecologica in bici

È stata organizzata dall'associazione "Città Plurale" e si svolgerà domenica 5 giugno: partenza alle 9,30 da Piazza Sedile. Verrà raggiunta contrada Misciano, dove è in programma la realizzazione di una centrale termoelettrica
MODUGNO (Bari) - L'associazione "Città Plurale" di Modugno (Bari) ha organizzato per domenica 5 giugno una passeggiata ecologica in bicicletta per sensibilizzare la cittadinanza sui temi ambientali. Emblematico che, partendo da Piazza Sedile (luogo di raduno) alle ore 9.30, i partecipanti, attraversando le strade e le campagne della città, raggiungeranno via dei Gladioli in contrada Misciano, sede di resti archeologici rilevanti, dove è prevista la realizzazione di una centrale termoelettrica da parte di Energia, azienda nata nel luglio 1999 nel mercato dell'elettricità e del gas naturale, che ha concluso l'iter autorizzativo per la costruzione di un nuovo impianto.
La manifestazione, denominata "Incontro alla centrale… con la bici e la speranza", pone infatti l'accento «sull'inquinamento che l'urbanizzazione e lo sviluppo industriale hanno accentuato nel territorio», afferma Fabrizio Cramarossa, presidente dell'associazione. «Il territorio di Modugno - continua - ha una posizione strategica all'interno della Terra di Bari, attraversato com'è da una imponente viabilità di interesse nazionale, regionale e provinciale e da due reti ferroviarie, e caratterizzato dall'essere cerniera da un lato fra grandi infrastrutture (aeroporto, porto, interporto, grandi depositi di merci) e un bacino interregionale di utenza, dall'altro fra la metropoli e il suo hinterland. Questa posizione strategica, certamente è stata uno dei fattori di sviluppo della città, ma le dinamiche hanno compromesso totalmente l'intero territorio: un terzo della sua estensione (1.100 ettari) è stato assorbito dalla Zona A.S.I.; grandi strutture commerciali, di richiamo regionale, dalla periferia stringono la città in una morsa; numerosi sono gli impianti dismessi da decenni (la Cementeria, l'ex mulino Tamma, l'ex Ferriera, vari capannoni e strutture disseminati un po' dappertutto), che fanno apparire certe zone dei veri e propri cimiteri industriali. A ciò si aggiunga la recente zona artigianale (220.000 mq), peraltro concepita anch'essa come area di insediamento per operatori provenienti anche da altre città, che chiuderà in direzione sud-est ogni possibilità futura di sviluppo. Alla luce di questi dati è chiaro che il territorio di Modugno non può essere ancora violentato in quelle pochissime sue parti che restano ancora naturali, ma richiede piuttosto una politica di recupero, di ricucitura, di riconversione compatibile dei numerosi impianti e strutture abbandonati».
In questo quadro, spaventa l'imminente costruzione della centrale termoelettrica a ciclo combinato alimentata a metano, che sorgerà nella zona ASI di Modugno, a circa 1500 metri dalle prime abitazioni della città, lungo la direttrice Modugno-Bitonto, al centro di un'area densamente urbanizzata (Modugno, quartiere San Paolo, Bari centro, Bitonto e tutti gli altri paesi compresi in un raggio di 20 Km) ed a circa 1500 metri dall'ospedale San Paolo. «Produrrà - approfondisce Cramarossa - 760 Mwe di energia elettrica, bruciando circa 27 Kg di gas naturale al secondo e consumando circa 230 litri di acqua al secondo. I due camini previsti, alti 55 metri e con diametro di 6 metri, emetteranno in atmosfera circa 3.9 milioni di metri cubi di polveri all'ora, 24 ore al giorno. Oltre alla centrale, il progetto prevede la costruzione delle infrastrutture ad essa connesse, ed in particolare un metanodotto di 1,2 Km ed un elettrodotto di trasporto di
380 kV, della lunghezza di 5.4 Km».
In realtà, sono sei gli impianti energetici previsti nella zona. Ad esempio, la bergamasca Italgen sta aspettando l'ok dalla Regione Puglia per l'insediamento di un'altra centrale elettrica, che però ha meritato il parere negativo della commissione che ha valutato l'impatto ambientale. L'obiettivo, anche dell'Amministrazione comunale (capeggiata dal sindaco Rana) e della Provincia di Bari è bloccare tutto (anche chi ha già ottenuto il via libera) fino alla stesura del Piano energetico regionale.

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