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«Nichi ha la sindrome da divorziato»

Oliviero Diliberto, leader del Pdci spiega l'esclusione dei Comunisti italiani dalla Giunta regionale pugliese guidata dal neoeletto governatore Nichi Vendola
ROMA - Una «vendetta» nei confronti dei Comunisti italiani, originata da una «sindrome del divorziato». Così il leader del Pdci Oliviero Diliberto, in una intervista al «Corriere della Sera», spiega l'esclusione dei Comunisti italiani dalla Giunta regionale pugliese guidata da Nichi Vendola.
«In alcuni dirigenti della sinistra - spiega Diliberto - prevale una sindrome da divorziato. Noi eravamo nello stesso partito fino al '98, eravamo tutti in Rifondazione comunista. Come è noto, abbiamo cercato di salvare il governo Prodi e siamo usciti da Rifondazione fondando un altro partito. Sono passati la bellezza di sette anni. Io non provo più una sensazione di fastidio. Anzi, ho proposto una confederazione con il partito di Bertinotti. E ho anche proposto di fare le liste insieme. Che cosa dovevo fare di più?».

Diliberto precisa cosa significhi «sindrome da divorziato»: «fare dispetti e ripicche. Danneggiare uno che ritieni nemico quando hai fatto la campagna elettorale insieme. Con altre parole, è la logica dei fratelli-coltelli». Ed è quella che, secondo il leader del Pdci, avrebbe messo in atto in questa circostanza il governatore della Puglia.

«Spero - prosegue Diliberto - che non ci sia un nodo politico. Se ci fosse un problema politico questo sarebbe enormemente più grave. Vendola ci fa la guerra. E' una realtà. In Calabria il presidente della Regione è un ex democristiano potente, Agazio Loiero: lui ci ha dato l'assessorato regionale all'urbanistica, che è uno dei più importanti. In Puglia c'è un comunista e non ci dà l'assessorato. Non lo so spiegare. Ha deciso di dare uno schiaffo al nostro partito».

E ora? «Giudicheremo - spiega Diliberto - la giunta di volta in volta, in base alle proposte che arriveranno. Siamo nella maggioranza.
Vendola ha deciso di metterci nella condizione dell'appoggio esterno e se i provvedimenti ci convinceranno li voteremo, se non ci convinceranno faremo l'opposizione da sinistra».

Una questione localè o anche nazionale? «A questa domanda - ribatte Diliberto - può rispondere soltanto Vendola. Io però ho parlato con i dirigenti dell'Unione, con Prodi per intenderci. Prodi mi ha escluso che ci sia una questione nazionale e io gli credo. Dopodichè non so se Bertinotti e Vendola abbiano deciso questa cosa. Spero sinceramente di no».

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