«Le asserite esperienze mistiche sono da ritenersi non autentiche» scrive il vescovo che - come già fatto dai suoi predecessori - avverte la Marasco che «la sua persistenza nel diffondere quanto riguarda le sue presunte apparizioni potrebbe costarle automaticamente l’interdetto». Inoltre a tutti i presbiteri è vietato officiare culti e liturgie che facciano riferimento alle esperienze di Debora Marasco e ai fedeli di aderirvi.
A dispetto della nota diramata dalla Curia, però, in quella specie di santuario eretto dalla Marasco continua ad arrivare gente da tutta Italia e dall’estero: persone (che si dicono cattoliche) a cui, evidentemente, poco importa delle indicazioni fornite dal vescovo di Oria. «Nel corso degli anni, la veggente manduriana ha ingrossato le fila dei suoi sostenitori - è scritto sul sito “info.oria” che si occupa della vicenda - mettendo su un vero e proprio santuario dalle varie denominazioni, indicato da una grande croce. Il posto è particolarmente curato, avendo una cappella interna che tra l’altro reca sulla facciata le insegne papali, esclusiva prerogativa delle basiliche».
Di certo, in alcuni siti di fa espressamente riferimento a dichiarazioni di sacerdoti che hanno conosciuto la Marasco e che ne riconoscono l’autenticità delle sue dichiarazioni. «A Sacerdoti, Religiosi e Laici provenienti da questa o da altre Diocesi è proibito qualsiasi atto di culto nei contesti che fanno riferimento alla signora Marasco - scrive il vescovo -. Si fa, inoltre, divieto a tutti i fedeli di aderire a qualsivoglia organizzazione ed attività facenti capo alla stessa signora. Coloro che vi avessero già aderito sono tenuti a revocare tale adesione con atto formale da comunicare alla Curia Vescovile di Oria entro il 30 giugno 2012. Ai trasgressori di tale disposizione è comminata la pena dell’interdetto».
Già all’indomani della lettera di Pisanello, però, sembra che siano state programmate decine e decine di visite a Debora Marasco, molte della quali dalla Germania ma anche dall’Italia. Tutta gente che - secondo il vescovo di Oria - ora rischia l’«interdetto». Provvedimento che riguarda anche coloro che entro la data stabilità non revocheranno la loro adesione alla quale, per la verità, nessuno ci sta pensando.
















