Il vescovo mette al bando la donna che ha le visioni
ORIA - La chiesa locale non gradisce tutto il clamore intorno a Debora Marasco Muscogiuri, che - dal 1992 - si dice destinataria di mistiche esperienze nelle quali apparirebbe con cadenza mensile la Vergine Maria. Non è un caso in quella specie di santuario eretto tra Manduria e San Cosimo ogni mese arrivano centinaia di seguaci provenienti da tutta Italia e anche dall’estero. Proprio la crescita di proseliti preoccupa la Diocesi di Oria tanto che il vescovo Vincenzo Pisanello ha diramato una sua nota a tutto il clero.
«Le asserite esperienze mistiche sono da ritenersi non autentiche» scrive il vescovo che - come già fatto dai suoi predecessori - avverte la Marasco che «la sua persistenza nel diffondere quanto riguarda le sue presunte apparizioni potrebbe costarle automaticamente l’interdetto». Inoltre a tutti i presbiteri è vietato officiare culti e liturgie che facciano riferimento alle esperienze di Debora Marasco e ai fedeli di aderirvi.
A dispetto della nota diramata dalla Curia, però, in quella specie di santuario eretto dalla Marasco continua ad arrivare gente da tutta Italia e dall’estero: persone (che si dicono cattoliche) a cui, evidentemente, poco importa delle indicazioni fornite dal vescovo di Oria. «Nel corso degli anni, la veggente manduriana ha ingrossato le fila dei suoi sostenitori - è scritto sul sito “info.oria” che si occupa della vicenda - mettendo su un vero e proprio santuario dalle varie denominazioni, indicato da una grande croce. Il posto è particolarmente curato, avendo una cappella interna che tra l’altro reca sulla facciata le insegne papali, esclusiva prerogativa delle basiliche».
Di certo, in alcuni siti di fa espressamente riferimento a dichiarazioni di sacerdoti che hanno conosciuto la Marasco e che ne riconoscono l’autenticità delle sue dichiarazioni. «A Sacerdoti, Religiosi e Laici provenienti da questa o da altre Diocesi è proibito qualsiasi atto di culto nei contesti che fanno riferimento alla signora Marasco - scrive il vescovo -. Si fa, inoltre, divieto a tutti i fedeli di aderire a qualsivoglia organizzazione ed attività facenti capo alla stessa signora. Coloro che vi avessero già aderito sono tenuti a revocare tale adesione con atto formale da comunicare alla Curia Vescovile di Oria entro il 30 giugno 2012. Ai trasgressori di tale disposizione è comminata la pena dell’interdetto».
Già all’indomani della lettera di Pisanello, però, sembra che siano state programmate decine e decine di visite a Debora Marasco, molte della quali dalla Germania ma anche dall’Italia. Tutta gente che - secondo il vescovo di Oria - ora rischia l’«interdetto». Provvedimento che riguarda anche coloro che entro la data stabilità non revocheranno la loro adesione alla quale, per la verità, nessuno ci sta pensando.
«Le asserite esperienze mistiche sono da ritenersi non autentiche» scrive il vescovo che - come già fatto dai suoi predecessori - avverte la Marasco che «la sua persistenza nel diffondere quanto riguarda le sue presunte apparizioni potrebbe costarle automaticamente l’interdetto». Inoltre a tutti i presbiteri è vietato officiare culti e liturgie che facciano riferimento alle esperienze di Debora Marasco e ai fedeli di aderirvi.
A dispetto della nota diramata dalla Curia, però, in quella specie di santuario eretto dalla Marasco continua ad arrivare gente da tutta Italia e dall’estero: persone (che si dicono cattoliche) a cui, evidentemente, poco importa delle indicazioni fornite dal vescovo di Oria. «Nel corso degli anni, la veggente manduriana ha ingrossato le fila dei suoi sostenitori - è scritto sul sito “info.oria” che si occupa della vicenda - mettendo su un vero e proprio santuario dalle varie denominazioni, indicato da una grande croce. Il posto è particolarmente curato, avendo una cappella interna che tra l’altro reca sulla facciata le insegne papali, esclusiva prerogativa delle basiliche».
Di certo, in alcuni siti di fa espressamente riferimento a dichiarazioni di sacerdoti che hanno conosciuto la Marasco e che ne riconoscono l’autenticità delle sue dichiarazioni. «A Sacerdoti, Religiosi e Laici provenienti da questa o da altre Diocesi è proibito qualsiasi atto di culto nei contesti che fanno riferimento alla signora Marasco - scrive il vescovo -. Si fa, inoltre, divieto a tutti i fedeli di aderire a qualsivoglia organizzazione ed attività facenti capo alla stessa signora. Coloro che vi avessero già aderito sono tenuti a revocare tale adesione con atto formale da comunicare alla Curia Vescovile di Oria entro il 30 giugno 2012. Ai trasgressori di tale disposizione è comminata la pena dell’interdetto».
Già all’indomani della lettera di Pisanello, però, sembra che siano state programmate decine e decine di visite a Debora Marasco, molte della quali dalla Germania ma anche dall’Italia. Tutta gente che - secondo il vescovo di Oria - ora rischia l’«interdetto». Provvedimento che riguarda anche coloro che entro la data stabilità non revocheranno la loro adesione alla quale, per la verità, nessuno ci sta pensando.