Sabato 25 Maggio 2019 | 18:55

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«L'Università si apra alle novità»

Così il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, nel suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico dell'Università di Foggia
FOGGIA - «Oggi è finito il tempo delle rendite di posizione: una verità che vale per tutti e con la quale ci conviene fare i conti con franchezza. Vale per il mondo dell'impresa come per la politica. Ma vale anche ancora di più per il mondo dell'Università, che rischia anch'esso di essere travolto dal corso degli eventi se non si lascia alle spalle l'illusione di poter bastare a se stesso». Lo ha sostenuto oggi il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, nel suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell' anno accademico dell'Università di Foggia.
Secondo Casini, per sostenere questa sfida, l'Università italiana ha bisogno di «un approccio mentale aperto alle novità» che sappia unire «alle conoscenze e alle competenze entusiasmo e curiosità intellettuale». Qualità - ha ricordato Casini - che non mancavano a Marco Biagi.
E in tema di apertura al nuovo, secondo Casini, è da superare ad esempio l' atteggiamento «che vede nel risultato della ricerca scientifica un valore in sè e che guarda con sospetto al trasferimento di quel risultato nelle attività economiche». In questo senso «non si tratta di sacrificare la scienza sull' altare dell'economia e del profitto, si tratta di prendere atto della necessità di avvicinare due realtà che è sbagliato considerare antitetiche».
In questo mutamento di scenario «c'è bisogno del concorso della politica» che deve «favorire il dispiegamento delle grandi energie che l'Università ha al suo interno». In particolare le energie intellettuali e il capitale umano che sono, secondo il presidente della Camera, «la frontiera strategica su cui oggi occorre operare». E su questo punto Casini ha detto che è bene essere chiari: «nessuno - ha sottolineato - può immaginare seriamente una flessibilità senza limiti, spinta fino alla precarietà». Si tratta, quindi «di fissare un punto di equilibrio ragionevole e funzionale tra le diverse esigenze». Ed in quest'ottica rientra la prova che attende a breve la Camera dei deputati con l'esame del disegno di legge sul riordino della docenza universitaria. «Credo di poter dire - ha detto Casini a questo proposito - che vi è una diffusa consapevolezza nelle forze politiche dell'importanza di questo compito e della sua rilevanza per il futuro del mondo accademico italiano e della competitività del Paese».
«Vi sono ovviamente - ha proseguito - divergenze sui contenuti come è normale che sia. Ma il diritto-dovere dell'istituzione che presiedo è proprio questo: svolgere una discussione seria ed approfondita, in cui tutti possano esprimere la propria voce e da cui possano emergere soluzioni di qualità, nell'interesse del Paese».
Casini non nasconde che «il cimento sarà impegnativo: ma sono sicuro - ha detto - che se tutti i protagonisti, il mondo accademico in tutte le sue componenti così come le istituzioni, vi si impegneranno con serenità, nello spirito della collaborazione più ampia e superando dall'una e dall' altra parte pregiudizi e riserve mentali sarà possibile raggiungere un risultato positivo».

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