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Con più energia sostenibile si può crescere

E' questa una delle emergenze delle quali si è parlato a Brindisi alla Conferenza nazionale della agenzie ambientali, che ha aperto i suoi lavori in contemporanea con Mediterre
Giorgio Cesari, Onofrio Lattarulo, Pasquale Ferrara, Apat e Arpa BRINDISI - La grande sfida per lo sviluppo ambientale può essere vinta solo sul tavolo dell'energia, risolvendo cioè la questione di approvvigionamento energetico che lega il nostro Paese e la sua crescita. E' questa una delle grandi emergenze italiane delle quali si è parlato a Brindisi all'inaugurazione della nona «Conferenza nazionale della agenzie ambientali», che ha aperto i suoi lavori in contemporanea con la terza edizione di «Mediterre», la fiera dei Parchi del Mediterraneo.
In realtà i lavori della conferenza delle Arpa si erano avviati già ieri a Matera, in una edizione itinerante tra i due capoluoghi, dove l'obiettivo era puntato sui processi di educazione ambientale.
«Una corretta formazione ambientale, la sostenibilità dei processi energetici, il sostegno del turismo ambientale e la corretta gestione dei parchi, sono questi i quattro temi di questo incontro tra Arpa - spiega Giorgio Cesari, (nella foto tra Onofrio Lattarulo di Arpa Puglia e Pasquale Ferrara di Arpa Basilicata) direttore generale dell'Agenzia per la protezione dell'Ambiente e per i servizi tecnici, durante la conferenza stampa di presentazione - dopo otto appuntamenti nazionali qui in Puglia abbiamo programmato un cambiamento di rotta: basta autoreferenzialità, basta parlare del ruolo e le attività della Agenzie regionali, è arrivato il momento di costruire un dialogo ed avviare un confronto che porti ad una seria programmazione».

Il Protocollo di Kyoto appena avviato ha lanciato la sua sfida per una crescita di nuovi sistemi di energia rinnovabile e se non si risolve il problema di approvvigionamento è difficile programmare strategie di sviluppo sostenibile e non, che possano portare a crescita economica, magari proprio in ambito turistico, settore che più interessa la Puglia e la Basilicata.
«Brindisi è una città che esporta energia ma è arrivato il momento di guardare più lontano - sottolinea Michele Saccomanno, assessore all'ambiente della Regione Puglia - vogliamo continuare a produrre ed esportare energia, senza che il costo si scarichi sulla salute dei cittadini».

«E' arrivato il momento di dire basta al petrolio - evidenzia Onofrio Lattarulo, direttore scientifico dell'Arpa Puglia - dobbiamo puntare sull'eolico e il solare, ma non prima di aver risolto la questione dell'inquinamento visivo (che pale eoliche e pannelli solari possono creare nei nostri paesaggi) e di impianto. E' facile creare parchi eolici o solari, ma è indispensabile una programmazione attenta e che sappia gestire anche il dopo, quando i materiali utilizzati dovranno essere dismessi. Fino ad ora abbiamo rincorso le emergenze, è arrivato il momento di programmare con attenzione e in ambito energetico come ricercatore preferisco pensare ad uno sviluppo dell'energia che proviene dall'idrogeno».

Risolvere il problema di approvvigionamento energetico per il nostro Paese è indispensabile. Al momento dipendiamo per l'85% da importazioni, a fronte di una media europea che è invece del 54% e se si aggiunge che la domanda di energia sta crescendo a ritmi vertiginosi è facile rendersi conto di quanto questa dipendenza ci penalizzi. L'Italia è il paese europeo dove l'energia costa in assoluto di più, con tutto quello che significa per il mondo dell'impresa. Il consumo di energia è anche direttamente proporzionale alla produzione di gas serra, trovare e sviluppare sistemi energetici alternativi e puliti significa invertire un trend negativo che rischia di annientarci.

«Gli obiettivi sono diversificazione delle fonti, competitività e tutela dell'ambiente per rassicurare le popolazioni - spiega Paolo Cadrobbi, direttore generale dell'Arpa Veneto - ma è necessario anche attivarsi nel risparmio energetico e nell'aumento dell'efficienza. Le biomasse sono ancora un settore poco analizzato ed invece risolverebbero seri problemi di smaltimento».
«Dobbiamo costruire una visione tridimensionale dell'ambiente - evidenzia Cesari - l'energia è il primo passo, ma importante se pensiamo che la bolletta annua italiana è di 27 miliardi di euro che potrebbero essere spesi altrimenti. Biomasse, eolico, solare, l'importante è la salvaguardia del territorio che è funzione primaria per il turismo sul quale Puglia e Basilicata (ed Italia) puntano tanto. Ed in questo quadro diventa essenziale una corretta gestione delle aree parco che rappresentano un modello di sviluppo essenziale. Speriamo che questi giorni di lavoro delle Arpa in seno a Mediterre siano forieri di collaborazioni».
Rita Schena

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