Taranto, spari in centro gambizzato un 50enne
di Maristella Massari
TARANTO - Gli hanno sparato alla gambe in via Bruno, davanti all’ingresso secondario della caserma dei Carabinieri. Il gambizzato è un 50enne tarantino, Gianfranco Pignatelli. È stato colpito ad un ginocchio e ad un gluteo. Soccorso, è ricoverato in ospedale e guarirà in un mese.
L’epiosdio è avvenuto ieri pomeriggio, intorno alle 17.30, in via Bruno. Due uomini, a bordo di uno scooter bianco, hanno affiancato Pignatelli e quando lo hanno avuto a tiro hanno fatto fuoco. Non volevano uccidere, ma solo dargli una lezione. Ma la gambizzazione di ieri sarebbe solo l’epiologo di una storia che va avanti da diversi giorni. Gianfranco Pignatelli è infatti fratello di Gualtiero, 54 anni, arrestato solo poche prima dalla Squadra Mobile della Polizia perché trovato in possesso di una pistola. Gualtiero, dopo l’arresto, ha accusato un malore ed è ricoverato in ospedale. Ieri Pignatelli si stava recando dal fratello quando i sicari lo hanno gambizzato. La vicenda nasce tre giorni da una telefonata al 113. «Correte, due si picchiano». Era stata la segnalazione di una lite tra due uomini, a fare scattare il controllo che ha portato all’arresto di Gualtiero Pignatelli. L’uomo se ne andava in giro con una pistola calibro 9, con matricola cancellata e con un colpo in canna, completa di caricatore contenente altre 11 cartucce. Pignatelli è finito in manette, per porto e detenzione illegale di arma clandestina.
Ma la vicenda appare molto misteriosa. Stando alla ricostruzione dei fatti, la polizia avrebbe ricevuto, tre giorni fa, la segnalazione di una lite tra due persone in corso Piemonte. Giunti sul posto, i poliziotti hanno trovato un uomo ferito che ha detto loro di essere stato investito da un’auto pirata. Le dichiarazioni del ferito, che è stato soccorso in ospedale, non hanno convinto gli investigatori. L’uomo aveva fratture agli arti, guaribili in un mese, poco compatibili con un investimento. Il giorno dopo al 113 è arrivata un’altra segnalazione anonima.
«Aiuto, qui sparano». La zona, sempre la stessa: corso Piemonte con via Salento. Avviate le indagini i poliziotti hanno effettuato una serie di controlli finiti senza esito. Per terra non c’erano bossoli, né segni che potessero far pensare ad una sparatoria. L’altro pomeriggio, però, nella zona da cui provenivano le misteriose segnalazioni, i Falchi hanno trovato un gruppo di uomini che parlottavano tra loro con fare sospetto. Li hanno fermati per un controllo e così Pignatelli è finito nella rete. La pistola, avvolta in un pezzo di stoffa, era nascosta nel vano porta oggetti del ciclomotore del 54enne. Un’altra persona, che era in compagnia di Pignatelli, è stata denunciata a piede libero per concorso nello stesso reato. Le indagini proseguono per accertare se l’arma sia stata utilizzata di recente.
Resta oscuro il movente della gambizzazione. Forse si è trattato di una vendetta legata ad uno sgarro. Ma si segue anche un’altra pista, quella di un debito non onorato. Al caso stanno lavorando Polizia e Carabinieri.
TARANTO - Gli hanno sparato alla gambe in via Bruno, davanti all’ingresso secondario della caserma dei Carabinieri. Il gambizzato è un 50enne tarantino, Gianfranco Pignatelli. È stato colpito ad un ginocchio e ad un gluteo. Soccorso, è ricoverato in ospedale e guarirà in un mese.
L’epiosdio è avvenuto ieri pomeriggio, intorno alle 17.30, in via Bruno. Due uomini, a bordo di uno scooter bianco, hanno affiancato Pignatelli e quando lo hanno avuto a tiro hanno fatto fuoco. Non volevano uccidere, ma solo dargli una lezione. Ma la gambizzazione di ieri sarebbe solo l’epiologo di una storia che va avanti da diversi giorni. Gianfranco Pignatelli è infatti fratello di Gualtiero, 54 anni, arrestato solo poche prima dalla Squadra Mobile della Polizia perché trovato in possesso di una pistola. Gualtiero, dopo l’arresto, ha accusato un malore ed è ricoverato in ospedale. Ieri Pignatelli si stava recando dal fratello quando i sicari lo hanno gambizzato. La vicenda nasce tre giorni da una telefonata al 113. «Correte, due si picchiano». Era stata la segnalazione di una lite tra due uomini, a fare scattare il controllo che ha portato all’arresto di Gualtiero Pignatelli. L’uomo se ne andava in giro con una pistola calibro 9, con matricola cancellata e con un colpo in canna, completa di caricatore contenente altre 11 cartucce. Pignatelli è finito in manette, per porto e detenzione illegale di arma clandestina.
Ma la vicenda appare molto misteriosa. Stando alla ricostruzione dei fatti, la polizia avrebbe ricevuto, tre giorni fa, la segnalazione di una lite tra due persone in corso Piemonte. Giunti sul posto, i poliziotti hanno trovato un uomo ferito che ha detto loro di essere stato investito da un’auto pirata. Le dichiarazioni del ferito, che è stato soccorso in ospedale, non hanno convinto gli investigatori. L’uomo aveva fratture agli arti, guaribili in un mese, poco compatibili con un investimento. Il giorno dopo al 113 è arrivata un’altra segnalazione anonima.
«Aiuto, qui sparano». La zona, sempre la stessa: corso Piemonte con via Salento. Avviate le indagini i poliziotti hanno effettuato una serie di controlli finiti senza esito. Per terra non c’erano bossoli, né segni che potessero far pensare ad una sparatoria. L’altro pomeriggio, però, nella zona da cui provenivano le misteriose segnalazioni, i Falchi hanno trovato un gruppo di uomini che parlottavano tra loro con fare sospetto. Li hanno fermati per un controllo e così Pignatelli è finito nella rete. La pistola, avvolta in un pezzo di stoffa, era nascosta nel vano porta oggetti del ciclomotore del 54enne. Un’altra persona, che era in compagnia di Pignatelli, è stata denunciata a piede libero per concorso nello stesso reato. Le indagini proseguono per accertare se l’arma sia stata utilizzata di recente.
Resta oscuro il movente della gambizzazione. Forse si è trattato di una vendetta legata ad uno sgarro. Ma si segue anche un’altra pista, quella di un debito non onorato. Al caso stanno lavorando Polizia e Carabinieri.