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Bari - La Cittadella della Giustizia si farà

Predisposta la variante al Piano regolatore per trasformare in edificabile il terreno individuato per la costruzione della cittadella • La situazione dell'edilizia giudiziaria locale
BARI - Gli uffici tecnici del Comune di Bari predisporranno la variante al piano regolatore prevista dal progetto presentato per la realizzazione a Bari della «Cittadella della giustizia» dalla azienda «Pizzarotti spa» e approvato dalla commissione di manutenzione degli uffici giudiziari dopo la indagine di mercato pubblica indetta dall'amministrazione comunale nel 2003. Sarà poi il consiglio comunale di Bari a dire l'ultima parola sulla vicenda. Lo ha reso noto oggi il sindaco di Bari, Michele Emiliano, che ha partecipato ai lavori della Commissione di manutenzione degli uffici giudiziari, convocata dal presidente della Corte d'Appello e allargata al sindaco di Bari ed ai rappresentanti dei partiti. La riunione era stata sollecitata dal sottosegretario di Stato alla giustizia, on.Luigi Vitali. Quest'ultimo, poco prima del vertice, ha incontrato i giornalisti, insieme con il sen.Ettore Bucciero, componente della commissione bipartisan di cui fanno parte esponenti politici locali, costituita spontaneamente per affrontare il problema. Alla riunione erano presenti, tra gli altri, il presidente della Corte d' Appello, Giacinto De Marco, il procuratore generale, Riccardo Dibitonto, il procuratore capo di Bari, Emilio Marzano e il presidente del Tribunale, Saverio Nanna. L'ipotesi della «Pizzarotti spa» (il progetto della azienda Bari 2 non risultò idoneo) prevede la costruzione in un' area semiperiferica (nei pressi del nuovo palazzo di giustizia) di proprietà della stessa società, attualmente con destinazione del piano regolatore a zona agricola, di una serie di edifici da destinare a uffici. Quanto al finanziamento, si ipotizzava che il Comune utilizzasse i fondi concessi dal ministero pari a 18.592.488,36 euro per l'acquisto dell'aula bunker, mentre il resto della cittadella sarebbe stato locato dalla società proponente all' Amministrazione comunale per l' importo di 3.000.000 euro annuali, pari alla somma attualmente erogata per le locazioni dei palazzi in cui si trovano gli uffici giudiziari cittadini. «Il Comune di Bari - ha evidenziato l'on.Vitali - non ha però assunto alcuna formale delibera di accettazione della proposta dell'azienda Pizzarotti e nè ha evidenziato al ministero quale fosse la soluzione prescelta per risolvere i problemi logistici della giustizia barese». Vitali ha anche ipotizzato la presenza di «interessi oscuri», e ha spiegato: «se questa situazione che mi sembra chiara e che mai nessuno ha detto rappresentare delle problematiche da tenere sotto osservazione, addirittura è passata al vaglio del giudizio dell'autorità giudiziaria amministrativa, non viene portata avanti, immagino che ci sia qualcuno che vuole fare scattare l'emergenza e quando scatta l'emergenza scattano anche spese molto maggiori di quelle che sono quelle di mercato. E' una ipotesi». Vitali ha affermato che è intenzione del ministero «scrivere la parola definitiva su questo problema perchè non è possibile che ci si impigli per più di due anni e che non ci siano delle controposte o delle osservazioni negative ma ci sia l' assoluta inerzia». E ha accusato la precedente Amministrazione comunale «di aver perso fondi per 80 miliardi di vecchie lire che erano stati messi a disposizione dal ministero». «Se non si farà la cittadella giudiziaria - ha tra l' altro evidenziato il sottosegretario - qualcuno dovrà dare conto alla città, alle istituzioni, del perchè». La proposta dell'azienda Pizzarotti viene definita da Vitali «assolutamente valida». «Per altro - ha sostenuto - è l'iniziativa attraverso la quale in altri uffici giudiziari realizzano le strutture e quindi mi sembra pazzesco - ha aggiunto - non portarla avanti, tenendo presente che il governo non dispone e non disporrà anche nei prossimi anni di 400 miliardi di vecchie lire per costruire la cittadella della giustizia». Preso atto di questo dato «fondamentale», Emiliano ha annunciato che sarà predisposta la variante: «si tratta di un ripiego - ha precisato - perchè il palazzo di giustizia va costruito con i soldi pubblici e non da privati; la mancanza di alternative e le notizie acquisite rendono la strada obbligatoria». Il consiglio comunale sarà comunque sovrano, tenendo presente - ha ammesso Emiliano - che «maggioranza e minoranza hanno posizioni trasversali sulla questione». Emiliano ha anche suggerito la organizzazione di un'assemblea cittadina: «Bisogna spiegare a tutti, in modo chiaro, perchè stiamo sacrificando un' area importante del piano regolatore, un'area che poteva essere destinata a verde pubblico: è un sacrificio consistente e su questa questione si aprirà un dibattito e uno scontro politico fortissimo». Emiliano ha concluso affermando che svolgerà «un' attività di mediazione politica tra le diverse posizioni, per senso dello Stato e delle istituzioni». Da parte sua, l'on.Vitali si è detto disponibile a partecipare ad una riunione del consiglio comunale per discutere sulla questione.

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