Da 17 euro a 14mila come una «giungla» le paghe della Casta Auto blu spese folli in Provincia
«Tutti adesso se la prendono con le Province, ma voi lo sapete che un consigliere provinciale guadagna sei volte in meno di un consigliere regionale?». Anche nella giungla dei privilegi della Casta e dei vergognosi costi della politica, c’è chi si sente discriminato rispetto ai colleghi. In effetti è vero che le retribuzioni cambiano, e sebbene tutte siano figure elettive, la busta paga a fine mese è molto diversa. Vediamo nel concreto.
Un consigliere della Regione Puglia guadagna 4.325,40 euro al mese come indennità di mandato, più 4.476,63 euro come diaria, più 984,80 euro a titolo di rimborso spese per il rapporto con gli elettori. Totale: 9.800 euro al mese. Netti. Un consigliere provinciale o comunale, tanto per cominciare, non ha una indennità fissa ma un gettone di presenza per ogni seduta di consiglio o di commissione che varia (in base alla popolazione) da 17 a 77 euro. È pur vero che spesso le partecipazioni ai lavori delle commissioni sono poco più che simboliche, ma alla fine del mese il consigliere comunale o provinciale non può comunque percepire mai di più del 25% di quanto riceve (come indennità) il suo sindaco o il suo presidente di provincia.
«Il mio compenso mensile non supera i 1.500 euro lordi» dice «sconsolato» un consigliere provinciale di Brindisi. Che poi non è affatto male se si considera che il suo impegno si esaurisce in poche ore di presenza tre volte a settimana, ed è comunque pari a tanti stipendi di chi lavora 26 giorni su 30 e non solo poche ore.
Resta il fatto che il loro impegno non si differenzia molto da quello dei consiglieri regionali, mentre la retribuzione è sei volte più bassa. Nel maggio del 2010 un decreto ministeriale provò ad estendere l’indennità fissa anche a consiglieri comunali e provinciali (che comunque non poteva essere superiore a un quinto dello stipendio di sindaco o presidente di provincia), ma la sperimentazione è fallita miseramente: constatato che più nessun consigliere partecipava ai lavori, si è ritornati al gettone di presenza. Naturalmente gli assenteisti, o i pigri, non beccano niente.
Va meglio a sindaci e presidenti di provincia. Loro percepiscono una indennità fissa determinata per legge in base alla popolazione. E così i sindaci di Lecce, Paolo Perrone, di Brindisi, Domenico Mennitti, di Barletta, Nicola Maffei, di Trani Giuseppe Tarantini, di Andria, Nicola Giorgino, di Potenza, Vito Santarsiero e di Matera, Salvatore Adduce, percepiscono uno stipendio lordo di 3.842 euro. I sindaci di Taranto, Ezio Stefano e quello di Foggia, Gianni Mongelli hanno una indennità di 4.659 euro, lordi.
Sindaco e assessori del comune di Bari godono invece di un trattamento speciale in quanto città metropolitana: a Michele Emiliano spetta una indennità lorda di 9.333 euro al mese, mentre agli assessori ne toccano 7.000.
Per i consiglieri comunali baresi il gettone di presenza è di 72 euro. Il presidente della provincia di Matera, Franco Stella, ha invece una indennità di 4.008 euro al mese (lordi), i presidenti della provincia di Potenza, Piero Lacorazza, di Brindisi, Massimo Ferrarese e della Bat Francesco Ventola, percepiscono una indennità lorda di 4.859 euro al mese. I presidenti della provincia Lecce, Antonio Gabellone, di Foggia Antonio Pepe e di Taranto, Gianni Florido, hanno una indennità di 5.379 euro.
Al presidente della provincia di Bari, Francesco Schittulli, spettano infine 6.275 euro (lordi) al mese.
Stipendi di tutto rispetto ma che ancora una volta vengono nettamente superati da quelli riservati ai vertici della Regione Puglia. Assessori e presidenti di commisisone fino al vice presidente percepiscono 4.325,40 euro di indennità, più 4.476,36 di diaria, più un rimborso spese per il rapporto con gli elettori che varia da 1.790 a 2.820 euro. Il tutto netto e al mese.
Il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna guadagna invece 4.325,40 di indennità di mandato, più 4.700,18 euro di diaria, più 3.043,93 come rimborso per il rapporto con gli elettori. Vale a dire 12.000 euro al mese.
Il presidente della giunta, Nichi Vendola, godendo di una maggiore diaria e di un maggior rimborso, arriva a 13.948 euro al mese.
Decisamente più magre le buste paga degli amministratori della Regione Basilicata. Un consigliere regionale lucano guadagna 2.706 euro al mese, un assessore regionale 3.607 euro, il vice presidente della giunta, Agatino Mancusi 3.727 euro mentre il presidente Vito De Filippo 4.508 euro. Al netto delle trattenute Irpef e delle trattenute per vitalizio e per il fine mandato, che è uguale per tutti: 2.251,49 euro al mese. Va detto, in verità, che in alcuni casi queste retribuzioni sono state auto-ridotte nella misura tra 10 e 20 per cento. È il contributo della Casta ai tagli dei costi della politica.
Un consigliere della Regione Puglia guadagna 4.325,40 euro al mese come indennità di mandato, più 4.476,63 euro come diaria, più 984,80 euro a titolo di rimborso spese per il rapporto con gli elettori. Totale: 9.800 euro al mese. Netti. Un consigliere provinciale o comunale, tanto per cominciare, non ha una indennità fissa ma un gettone di presenza per ogni seduta di consiglio o di commissione che varia (in base alla popolazione) da 17 a 77 euro. È pur vero che spesso le partecipazioni ai lavori delle commissioni sono poco più che simboliche, ma alla fine del mese il consigliere comunale o provinciale non può comunque percepire mai di più del 25% di quanto riceve (come indennità) il suo sindaco o il suo presidente di provincia.
«Il mio compenso mensile non supera i 1.500 euro lordi» dice «sconsolato» un consigliere provinciale di Brindisi. Che poi non è affatto male se si considera che il suo impegno si esaurisce in poche ore di presenza tre volte a settimana, ed è comunque pari a tanti stipendi di chi lavora 26 giorni su 30 e non solo poche ore.
Resta il fatto che il loro impegno non si differenzia molto da quello dei consiglieri regionali, mentre la retribuzione è sei volte più bassa. Nel maggio del 2010 un decreto ministeriale provò ad estendere l’indennità fissa anche a consiglieri comunali e provinciali (che comunque non poteva essere superiore a un quinto dello stipendio di sindaco o presidente di provincia), ma la sperimentazione è fallita miseramente: constatato che più nessun consigliere partecipava ai lavori, si è ritornati al gettone di presenza. Naturalmente gli assenteisti, o i pigri, non beccano niente.
Va meglio a sindaci e presidenti di provincia. Loro percepiscono una indennità fissa determinata per legge in base alla popolazione. E così i sindaci di Lecce, Paolo Perrone, di Brindisi, Domenico Mennitti, di Barletta, Nicola Maffei, di Trani Giuseppe Tarantini, di Andria, Nicola Giorgino, di Potenza, Vito Santarsiero e di Matera, Salvatore Adduce, percepiscono uno stipendio lordo di 3.842 euro. I sindaci di Taranto, Ezio Stefano e quello di Foggia, Gianni Mongelli hanno una indennità di 4.659 euro, lordi.
Sindaco e assessori del comune di Bari godono invece di un trattamento speciale in quanto città metropolitana: a Michele Emiliano spetta una indennità lorda di 9.333 euro al mese, mentre agli assessori ne toccano 7.000.
Per i consiglieri comunali baresi il gettone di presenza è di 72 euro. Il presidente della provincia di Matera, Franco Stella, ha invece una indennità di 4.008 euro al mese (lordi), i presidenti della provincia di Potenza, Piero Lacorazza, di Brindisi, Massimo Ferrarese e della Bat Francesco Ventola, percepiscono una indennità lorda di 4.859 euro al mese. I presidenti della provincia Lecce, Antonio Gabellone, di Foggia Antonio Pepe e di Taranto, Gianni Florido, hanno una indennità di 5.379 euro.
Al presidente della provincia di Bari, Francesco Schittulli, spettano infine 6.275 euro (lordi) al mese.
Stipendi di tutto rispetto ma che ancora una volta vengono nettamente superati da quelli riservati ai vertici della Regione Puglia. Assessori e presidenti di commisisone fino al vice presidente percepiscono 4.325,40 euro di indennità, più 4.476,36 di diaria, più un rimborso spese per il rapporto con gli elettori che varia da 1.790 a 2.820 euro. Il tutto netto e al mese.
Il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna guadagna invece 4.325,40 di indennità di mandato, più 4.700,18 euro di diaria, più 3.043,93 come rimborso per il rapporto con gli elettori. Vale a dire 12.000 euro al mese.
Il presidente della giunta, Nichi Vendola, godendo di una maggiore diaria e di un maggior rimborso, arriva a 13.948 euro al mese.
Decisamente più magre le buste paga degli amministratori della Regione Basilicata. Un consigliere regionale lucano guadagna 2.706 euro al mese, un assessore regionale 3.607 euro, il vice presidente della giunta, Agatino Mancusi 3.727 euro mentre il presidente Vito De Filippo 4.508 euro. Al netto delle trattenute Irpef e delle trattenute per vitalizio e per il fine mandato, che è uguale per tutti: 2.251,49 euro al mese. Va detto, in verità, che in alcuni casi queste retribuzioni sono state auto-ridotte nella misura tra 10 e 20 per cento. È il contributo della Casta ai tagli dei costi della politica.