Lunedì 18 Febbraio 2019 | 08:45

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Maxitruffa di gasolio ad Andria

Sequestrati oltre 90mila litri, 13 impianti di distribuzione e 90 automezzi pesanti al termine di un anno di indagini dalla Guardia di Finanza
Maxitruffa di gasolio ad Andria BARI - Un ingente quantitativo di gasolio, oltre 90mila litri, 13 impianti di distribuzione e 90 automezzi pesanti sono stati sequestrati, al termine di un anno di indagini, dalla Guardia di Finanza di Andria, in provincia di Bari. L'inchiesta è stata coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica del Tribunale di Trani Luigi Scimè. Nella maxi truffa sono coinvolte 300 persone tra autotrasportatori, titolari di impianti di distribuzione, imprenditori agricoli e pubblici ufficiali, tutti promotori e beneficiari della frode che consisteva nel destinare il gasolio agricolo (circa 3.000.000 di litri) ad usi diversi da quelli previsti e oggetto di agevolazione fiscale. L'evasione d'imposta ammonta a circa 1 milione e mezzo di euro, mentre il danno erariale è stato quantificato in 500mila euro.

L'operazione delle Fiamme Gialle è stata denominata «Free Oil». Centoquarantaquattro sono complessivamente le persone deferite alla Procura di Trani per i reati di truffa ai danni dello Stato, consumo in frode di prodotti agevolati, ricettazione, falso ideologico e simulazione di reato. Un autotrasportatore di Spinazzola, in provincia di Bari, è stato arrestato. Altri 181 imprenditori hanno ricevuto rilievi e sanzioni di carattere amministrativo. Tredici dipendenti della Regione Puglia (impiegati negli uffici Uma di Andria, Barletta e Cerignola, tra cui quattro direttori) sono stati denunciati a diverso titolo per abuso d'atti d'ufficio e rivelazione di segreto d'ufficio. Saranno deferiti alla Corte dei Conti per aver procurato un danno erariale, di circa 500mila euro.
L'inchiesta ha permesso di accertare che centinaia di imprenditori agricoli, presentando documenti ideologicamente falsi o contraffatti e sottoscrivendo autocertificazioni non veritiere, avrebbero attestato il possesso di requisiti inesistenti per poter conseguire ingenti assegnazioni di carburante agevolato per uso agricolo.
Tali quantitativi, di gran lunga superiori alle necessità dei lavori agricoli, finivano per soddisfare le esigenze di numerose imprese di autotrasporto, che acquistando il carburante agevolato (direttamente o presso impianti di distribuzione alimentati con prodotto di illecita provenienza), rifornivano i serbatoi di autocarri o escavatori, abbattendo notevolmente i costi energetici ed evadendo le imposte di circa 0,30 euro al litro sull'accisa e di 0,11 euro al litro sull'Iva.
Centinaia sono risultate le false autocertificazioni e le false denunce di furto o smarrimento di mezzi agricoli e altrettanto numerosi i sequestri di documenti falsi o contraffatti, posti a corredo delle richieste finalizzate ad ottenere maggiori assegnazioni di carburante agevolato. L'indagine, estesa a tappeto nei confronti di tutti gli operatori del settore agricolo coinvolti nell'illecito traffico, ha dato esiti di tutto rilevo e ha fornito importanti conferme su quanto ipotizzato dai militari sull'enorme «giro d'affari» che ruota intorno al commercio di gasolio agevolato.
I controlli si sono estesi ai presunti destinatari finali del prodotto, coinvolgendo così esponenti di altre categorie economiche bisognose di acquisire risorse energetiche a basso costo come imprenditori operanti nei settori dell'autotrasporto, edilizio, movimentazione terra, trivellazione pozzi. Centinaia sono state le autorimesse ed i cantieri visitati dalle Fiamme Gialle in tutto il Nord Barese. I ripetuti blitz hanno permesso di sequestrare 90.000 litri di gasolio agevolato, 33 cisterne ed impianti di erogazione, 86 automezzi pesanti, 7 gruppi elettrogeni, 2 idropulitrici.

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