Lunedì 18 Febbraio 2019 | 03:00

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Nel Foggiano le armi della camorra

Erano in un vecchio casolare di San Severo, sono servite per diversi omicidi.
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ROMA - Un deposito di armi di un gruppo camorristico attivo tra Campania e Lazio, dove avrebbe messo a segno omicidi e rapine, è stato scoperto nelle campagne di San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia. A custodirlo era Michele Dragano, 44 anni, pregiudicato del posto che è stato arrestato dai militari del Reparto Operativo della Compagnia della cittadina pugliese, in collaborazione con il Nucleo dei Carabinieri del Comando Provinciale di Roma.
Le armi, un fucile a pompa, un fucile calibro 12 a canne sovrapposte, una pistola 44 magnum ben funzionante con sei colpi in canna e altri sei custoditi con del nastro adesivo, erano nascoste in un podere di proprietà dello stesso pregiudicato. Secondo gli inquirenti Dragano era custode e basista dell'organizzazione. Le armi gli venivano affidate e ogni qualvolta servivano era lo stesso pregiudicato foggiano a consegnarle ai destinatari oppure gli uomini del clan venivano a San Giovanni a prenderle di persona.
All'uomo i carabinieri del Comando provinciale di Roma sono giunti mediante intercettazioni telefoniche. I carabinieri di San Giovanni lo hanno individuato e fermato.
L'arresto e il ritrovamento costituiscono l'ultimo troncone di una inchiesta su una faida camorristica che parte dalle indagini sull'omicidio di Giuseppe Carlino avvenuto sul litorale laziale tra Pomezia e Torvajanica nel settembre del 2001 e che nel gennaio scorso portò all'arresto di sei persone considerate mandanti ed esecutori dell'agguato. L'omicidio Carlino, secondo alcune ipotesi invetigative, sarebbe stato pianificato nel carcere di Poggioreale.

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