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Prima Conferenza mondiale delle donne pugliesi

Il gentil sesso a confronto a Massafra (Taranto). Proposta la creazione, con apposita legge, di un «Osservatorio delle donne italiane nel mondo», ricordando che «in Parlamento giacciono già due proposte di legge»
Il gentil sesso pugliese a confronto a Massafra (Taranto) per la «Prima Conferenza mondiale delle donne pugliesi», che si è svolta all'interno della «Prima Conferenza dei Pugliesi nel Mondo».
Ad aprire i lavori, a nome del sindaco di Taranto, Rossana Di Bello (in questi giorni ad Atene per un rilancio culturale della città in Magna Grecia), è stata Maddalena Bianchi, assessore alla Cultura della città jonica, che ha posto la necessità di realizzare il concetto di «cittadinanza identitaria»; a seguire Silvana Mangione, componente del consiglio generale degl'italiani nel mondo (organismo del Ministero degli esteri) che ha proposto la creazione, con apposita legge, di un «Osservatorio delle donne italiane nel mondo». Ricordando che: «In Parlamento giacciono già due proposte di legge finalizzate alla creazione dell'Osservatorio».
La parte cruciale della prima Conferenza delle donne pugliesi nel mondo è stata rappresentata dagli interventi delle oltre 100 delegate, provenienti da 14 Paesi diversi (tra cui Argentina, Cile, Usa, Belgio, Sud Africa) tra imprenditrici, casalinghe e lavoratrici dipendenti che hanno condiviso la loro esperienza di emigrate pugliesi.
«Donne che nel tempo non hanno ottenuto molto ma sono riuscite a trasformare i loro drammi, il loro sradicamento in Paesi di cui non conoscevano lingua e costumi, in opportunità concrete con la stessa tenacia dell'ulivo della propria terra» ha precisato Filomena Di Gregorio, in rappresentanza delle donne pugliesi del Sud Africa, dando via agl'interventi della Conferenza.
A coordinare le varie testimonianze, a cui hanno aderito anche imprenditrici che vivono e lavorano in Puglia (come Maria Pia Cozzari ed Enza De Gregis) è stata Elisa Capozzi, esperta in marketing internazionale.
Tra le relazioni quelle di una donna che vive in Australia, fondatrice della prima associazione di donne pugliesi a Sidney: ha assicurato che risparmia il danaro con lo scopo di portare ogni anno i propri nipoti in Puglia; mentre un'emigrata in Svizzera ha proposto di fare scambio di figli tra le pugliesi sparse nei vari Paesi.
La richiesta comune a tutte loro è stata quella di vedersi riconoscere un ruolo maggiore nelle loro associazioni al fine di poter meglio esprimere il loro sapere, l'essere depositarie di valori, tradizioni, cultura e lingua (quale veicolo d'appartenenza) da tramandare alle nuove generazioni.
Concrete proposte sono state quelle di realizzare corsi di lingua italiana, culinaria, cultura e tradizioni pugliesi. «Le associazioni più ricche - ha a assicurato Lucia Berardino, funzionario del Settore politiche migratorie della Regione Puglia - le realizzeranno auto finanziandosi mentre le altre avranno un aiuto della Regione, grazie alla legge 23 del 2000. Nell'albo regionale sono iscritte, in tutto, 130 associazioni di pugliesi sparsi nei 5 continenti».
Nel suo intervento, dal titolo «Radici e Ali», Berardino ha proposto alle donne pugliesi di creare una loro personale rete su Internet, per restare tutte in stretto contatto via e-mail; ma anche di rafforzare la solidarietà tra loro, per lo sviluppo delle loro associazioni e comunità.
Stefania Lisena

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