Arrestato il «capo dei capi» della Scu Blitz all'alba ad Oria

ORIA (BRINDISI) – Colui che viene ritenuto l'attuale capo della Sacra corona unita, Francesco Campana, di 38 anni, è stato arrestato stamattina dalla polizia in un’abitazione di Oria. La «primula rossa» della mafia brindisina deve scontare una condanna esecutiva a nove anni per associazione mafiosa. Aveva assunto le redini dell’organizzazione dai capi storici, Giuseppe Rogoli e Salvatore Buccarella. 

Ad individuare l'abitazione in cui dormiva sono stati gli agenti della Squadra mobile della questura al culmine di indagini avviate un paio di anni fa e che hanno accertato che Campana non si era mai allontanato dalla zona di influenza della Sacra corona unita. Campana, a quando si è appreso, si spostava comunque in continuazione per evitare di essere individuato e numerosi sarebbero stati gli episodi in cui polizia e carabinieri sono stati a un passo per intercettarlo.

Le indagini che hanno portato alla cattura di Campana sono state coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, in particolare dal pm Alberto Santacatterina e dal procuratore capo Cataldo Motta. Con l’arresto di Campana, che segue a poca distanza l’operazione Last Minute dello scorso 28 dicembre, con la quale furono arrestati 18 tra capi e promotori della Sacra Corona Unita, si ritiene di aver inflitto un durissimo colpo alla criminalità organizzata locale. L'operazione è stata portata a termine dalla Squadra Mobile di Brindisi e dalla sezione 'Criminalità Organizzata' della Squadra Mobile di Lecce.

IL QUESTORE DI BRINDISI: QUESTO E' IL COLPO DEFINITIVO
L'arresto di Francesco Campana è «il colpo definitivo alla Sacra corona unita». Lo dichiara il questore di Brindisi, Vincenzo Carella, sottolineando che la cattura del capo dell’organizzazione «rappresenta il coronamento di lunghe e complesse indagini dopo i 18 arresti dello scorso dicembre». Campana – aggiunge Carella – «durante la latitanza ha continuato a reggere le fila dell’organizzazione attiva nelle zone di Brindisi e Mesagne in tante attività criminali, a partire dalle estorsioni e gravi intimidazioni». «Investigatori e Dda di Lecce – conclude il questore - continuano a indagare per scoprire appoggi e connivenze che hanno tra l’altro favorito la sua latitanza».

LE CONGRATULAZIONI DEL MINISTRO MARONI
Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, si è congratulato con il capo della Polizia, prefetto Antonio Manganelli, per l’arresto di Francesco Campana, ritenuto il capo della Sacra Corona Unita.  «La cattura di Campana – ha commentato il ministro Maroni – è un durissimo colpo alla Sacra Corona Unita, frutto di sforzi che sono stati compiuti in Puglia attraverso il lavoro dei gruppi investigativi speciali, istituiti proprio per la cattura dei latitanti e per porre fine alla sanguinosa guerra di mafia in quel territorio».

IL COMMENTO DEL BOSS: CON UNA BOTOLA FORSE MI SAREI SALVATO
Quando ha visto lo spiegamento di forze che stamane all’alba è stato impiegato per la sua cattura, circa 60 agenti delle Squadre Mobili delle Questure di Brindisi e di Lecce che hanno circondato un intero isolato della zona settecentesca di Oria, Francesco Campana, 38 anni, latitante, ritenuto l’attuale capo della frangia brindisina della Sacra Corona Unita, ha esclamato rivolgendosi ai poliziotti: «forse solo con una botola mi sarei salvato». Ma certo, gli hanno cercato di far capire gli investigatori, si sarebbe dovuto trattare di una botola con un tunnel molto lungo che avrebbe dovuto portare fuori dalla cittadina federiciana per consentirgli la fuga fuori dal paese. Alcuni agenti sono penetrati anche dai tetti. L’uomo non era armato, nè aveva un cellulare. Dal maggio 2010 e dopo la cattura di altri esponenti della criminalità brindisina era diventato il principale obiettivo degli inquirenti.

DOPO L'ARRESTO IL BOSS CHIACCHERA DELL'ULTIMA PUNTATA DI FICTION TV
Il capo della Sacra corona unita Francesco Campana è stato arrestato in un’abitazione del centro storico di Oria in compagnia della fidanzata, Lucia Monteforte, di 45 anni, denunciata per favoreggiamento personale assieme al proprietario della casa, Angelo Mingolla. Qualche ora dopo la cattura ha commentato con i poliziotti l’episodio di ieri sera della serie televisiva «Squadra antimafia 3». 
Sono alcuni particolari sull'operazione resi noti dal questore di Brindisi, Vincenzo Carella, dal capo della Squadra mobile, Francesco Barnaba e dal procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, Cataldo Motta. «E' un emergente legato al passato», ha sottolineato il magistrato facendo riferimento all’investitura ricevuta dai fondatori della Scu, Pino Rogoli e Salvatore Buccarella. 
Motta ha anche definito Campana «un uomo di grande cultura e intelligenza» per gli studi in Sociologia del diritto intrapresi quando era in carcere. Rinchiuso, è stato ricordato, gli furono intercettate e sequestrate, perchè ritenute 'allusive', due lettere da lui indirizzate a Rogoli e al fratello Antonio riportanti stralci di brani di Orazio Flacco e Seneca. Da qualche anno Campana, nato a Mesagne e latitante dal 2009, aveva preferito spostarsi nella zona di Brindisi per non confliggere con il boss emergente Massimo Pasimeni.
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