Martedì 22 Gennaio 2019 | 00:45

Per l'agricoltura jonica è stato un 2004 «nero»

Bilancio della Confagricoltori della provincia di Taranto: registrata una perdita di reddito per le aziende di oltre 84 milioni di euro. Oltre alla crisi di mercato, hanno influito le calamità naturali e l'epidemia della "lingua blu"
TARANTO - La Confederazione italiana agricoltori della provincia di Taranto ha presentato oggi il suo bilancio dell'annata agraria 2004, alla luce dei risultati produttivi ed economici registrati.
L'incontro, tenutosi presso la Cittadella delle imprese della Camera di Commercio ionica, ha snocciolato un'analisi delle colture più rappresentative della provincia che ha messo in evidenza la problematica situazione delle aziende ioniche. Situazione che, per certi versi, risulta essere peggiore della situazione nazionale in quanto ha risentito dei flagelli delle calamità naturali, soprattutto perché nel tarantino si coltivano maggiormente i prodotti colpiti dalla crisi di mercato.
L'analisi dell'intero arco del 2004 delle aziende provinciali ha mostrato l'intera drammaticità del comparto agroalimentare. In esso, infatti, si calcola che la produzione lorda vendibile (PLV) media è stata pari a circa 195.838.000 euro che, con le riduzioni di prezzo intervenute, hanno comportato una perdita di reddito per le aziende di oltre 84 milioni di euro.
Alle avversità atmosferiche nel settore, si sono aggiunte - secondo la Cia - anche le emergenze sanitarie come l'epidemia della "lingua blu" nel comparto zootecnico.
Una miscela, quindi, che ha inciso pesantemente in termini reddituali ed occupazionali, che, al contempo, ne hanno aumentato la vulnerabilità dell'intero settore.
Per la Cia, particolarmente, la crisi congiunturale, è considerata «la più grave degli ultimi quarant'anni - come ha commentato il presidente provinciale, Nicola Spagnolo - perché ha colpito indiscriminatamente tutti i settori produttivi, a differenza di quelle verificatesi in alcuni anni passati, che già consideravamo all'epoca bui, che colpirono solo alcuni settori».
La grave crisi di mercato, spinta da quella congiunturale internazionale, ha penalizzato, in particolare, l'ortofrutta, vittima anche di una filiera drogata a causa dei passaggi poco trasparenti tra le varie figure d'intermediazione che hanno accentuato il divario tra i prezzi all'origine e quelli al consumo.
«I prodotti ionici - ha affermato Spagnolo - sono tra i migliori a livello qualitativo con un'ottima sicurezza per i consumatori. La provincia di Taranto, infatti, si è conquistata una IGT con i clementini e due DOP nell'olio di oliva e, perciò, non teme alcuna concorrenza sulla qualità dei prodotti presentati sul mercato. Il prossimo anno dovrà essere dedicato dagli agricoltori ionici, quasi esclusivamente, per essere diretti protagonisti dell'intera filiera, che va dalla commercializzazione a tutte le azioni di pubblicità dei prodotti, con una loro più convinta aggregazione».
All'incontro ha partecipato anche il presidente della Camera di commercio, Emanuele Papalia.
Paolo Lerario

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400