Lunedì 21 Gennaio 2019 | 17:13

Bertinotti: «La Gad è a un punto di crisi»

Il segretario di Rifondazione Comunista: «Allarmante la mancata convocazione della riunione» che Prodi ha rinviato e nella quale si sarebbe dovuto decidere sulle candidature alle Regionali in Puglia, Basilicata e Lombardia. Folena (Ds): «Posticipare l'assemblea pugliese dei grandi elettori». Il governatore della Puglia, Fitto: «Prendo atto: non c'è ancora il mio avversario» • Suppletive - Latorre (Ds) candidato Gad al Senato nel collegio pugliese
ROMA - Romano Prodi prende tempo. Il vertice della Gad è stato «aggiornato» a data da definirsi, ma il Professore è determinato a chiudere la partita delle regionali prima di Natale e domattina sarà di nuovo al lavoro nel suo ufficio a piazza SS. Apostoli per proseguire il «lavoro istruttorio» sulle candidature. Incontri con forze politiche, telefonate e contatti che toccheranno anche le forze territoriali dalle quali Prodi vuole raccogliere gli umori più aderenti alle realtà locali.
Il leader dell'Alleanza ha deciso di rinviare tutto dopo aver incontrato il segretario dei Ds, Piero Fassino, e il responsabile organizzativo della Margherita, Franco Marini. Entrambi si sono trattenuti a lungo al secondo piano dell'ufficio a Ss. Apostoli. Colloqui che, probabilmente, hanno portato il Professore a decidere di rinviare il vertice che non sarebbe nato sotto i migliori auspici con l'annunciata assenza di Clemente Mastella, che in giornata ha ritirato le dimissioni da vicepresidente della Camera, e Fausto Bertinotti.
In mattinata, Romano Prodi ha lasciato il suo ufficio mantenendo i contatti con i leader dell'Alleanza e incontrando a lungo Fassino. Prodi ha anche avuto alcune telefonate con esponenti regionali della Gad per trovare una soluzione al problema delle candidature alle regionali dove non si trova ancora un nome condiviso per la Basilicata, la Puglia e la Lombardia All'uscita da piazza Santi Apostoli, Prodi non ha rilasciato dichiarazioni ai giornalisti che gli chiedevano un commento sul comunicato di Fausto Bertinotti.
BERTINOTTI: «LA MANCATA CONVOCAZIONE DELLA RIUNIONE DELLA GAD È UNA EVIDENTE MANIFESTAZIONE DI CRISI» - «La mancata convocazione della riunione della Gad che doveva concludere l'istruttoria sulle candidature per la presidenza delle Regioni dove si voterà, è l'evidente manifestazione di un punto di crisi, ha detto il segretario di Rifondazione comunista. Secondo Bertinotti il rinvio è «tanto più allarmante di fronte all'aspra offensiva del governo Berlusconi e alla crescente opposizione che le sue politiche raccolgono nel paese». «Questa crisi - prosegue il leader del Prc - è la conseguenza di una incapacità di far vivere forte spirito di coalizione. Lo spirito di coalizione dell'alleanza democratica passa con tutta evidenza attraverso la capacità di promuovere partecipazione dentro e fuori la stessa coalizione e di valorizzare tutte le culture e le opportunità che la possono rendere forte. Il caso pugliese - conclude - è diventato emblematico di questa vicenda».
FOLENA: «POSTICIPARE L'ASSEMBLEA PUGLIESE DEI GRANDI ELETTORI» - «Alla luce del rinvio del vertice, previsto per oggi, con Romano Prodi, e delle dichiarazioni di Bertinotti e Giordano, credo sia utile, opportuno e responsabile posticipare di qualche giorno l'assemblea dei grandi elettori del centrosinistra pugliese, prevista per lunedì prossimo». Lo afferma Pietro Folena del correntone Ds. «Già diverso tempo fa - ricorda Folena - avevamo suggerito maggiore attenzione circa il pericolo di un riverbero, sul livello nazionale, delle vicende dell'Alleanza in Puglia, dove abbiamo assistito ad una gestione poco responsabile della candidatura alla presidenza della regione, impostata tutta sui veti. Manca, ha ragione Bertinotti, lo spirito di coalizione. Non si può non vedere - puntualizza l'esponente della Quercia - come la novità rappresentata dall'ingresso del Prc nella Gad debba accompagnarsi ad un passo molto diverso della nuova alleanza, in cui a ciascuna forza politica va riconosciuta cittadinanza. Non si possono fare figli e figliastri. «Non possiamo arrivare a quell'appuntamento - avverte Folena - con una spaccatura del genere: gli elettori non capirebbero. Serve ancora un po' di tempo per parlarsi e per riflettere. Non vorrei che la gatta, per la fretta, partorisca i figli ciechi».
MASTELLA: «HA RAGIONE BERTINOTTI, LA GAD È A UN PUNTO DI CRISI» - «Ha ragione Bertinotti, la Gad è a un punto di crisi», lo afferma, al termine dell'ufficio politico dell'Udeur, Clemente Mastella, che aggiunge: «Sulle regionali aspettiamo risposte dagli alleati e in particolare da Romano Prodi. Il professore resta leader, e noi gli confermiamo la fiducia, se non si lascia condizionare».
Mastella aggiunge che l'Udeur resterà opposizione di centro fino al termine della legislatura, ma ricorda anche che a questo punto il consiglio nazionale del 27 e 28 dicembre assume molta importanza e spiega: «I congressi possono cambiare linea politica e quindi il nostro prossimo congresso sarà sovrano».
Per quel che riguarda la contestazione ricevuta alla Camera dagli alleati, il vice presidente di Montecitorio parla di un episodio chiuso: «Quella vicenda è già alle mie spalle. Se avessimo voluto rompere, avremmo rotto in quella circostanza. Con responsabilità e pacatezza morotea abbiamo fatto finta di nulla». «Ha ragione Bertinotti - spiega Mastella - nella Gad siamo a un punto di crisi. L'ho detto sia a Romano Prodi che a Piero Fassino. Speriamo si risolva, fino a ora le risposte politiche sono state deludenti. Ma, come diceva Moro, il futuro non è più nella nostre mani. Le risposte devono arrivare dagli alleati e in particolare da Prodi. Noi non siamo voltagabbana, ma non vogliamo essere gabbati. C'è da parte di qualche componente di qualche forza alleata un'avversione premeditata contro di noi».
Per quel che riguarda le candidature alle prossime regionali, il leader dei Popolari-Udeur ricorda che la «coalizione non vive se le maggiori componenti non fanno sacrifici» e spiega che la logica delle scelte locali non può valere solo per colpire il suo partito: «A questo punto chiediamo a Prodi di rimettere in discussione tutte le 14 candidature. Si rimetta tutto al piano locale e si decida che senza unanimità non esiste candidato. Prodi decida e dimostri, come noi auspichiamo, di essere leader vero. Io credo che senza di noi il centrosinistra non riuscirà a vincere. E invece noi vogliamo vincere. Proveremo e riproveremo. Se altri invece sceglieranno di perdere, non possiamo farci nulla».
Secondo Mastella, nella Gda c'è «chi trarrebbe motivi di soddisfazione se noi fossimo fuori», ma ricorda che l'Udeur rappresenta il centro, la tradizione democristiana nel centrosinistra: «Se qualcuno ritiene eliminare questa storia o se altri ci vogliono subalterni, allora non ci stiamo».
POMICINO MINACCIA: «LE RAGIONI DELL'ALLEANZA SONO SCOMPARSE» - «Le ragioni dell'alleanza sono scomparse e all'interno dell'Udeur c'è una valutazione unanime sulla consunzione politica con il centrosinistra». Lo ha detto l'europarlamentare dei Popolari-Udeur, Paolo Cirino Pomicino. «Non condividiamo la proposta avanzata da D'Alema sulla legge elettorale - ha spiegato Pomicino - non condividiamo la politica fiscale annunciata da Prodi, non condividiamo questo atteggiamento che vuole rincorrere Berlusconi su qualsiasi terreno ed abbiamo una grande difficoltà a stare in un'alleanza dove non ci si riunisce mai per elaborare uno straccio di programma perché, come mi ha detto Rutelli, appena ci sediamo per discutere rompiamo immediatamente. Questo non è un modo per diventare alternativa di governo e in politica capra e cavoli non si possono mettere insieme». «Il nostro segretario nazionale ha detto ancora Pomicino anche se deve avere più prudenza per il ruolo che ricopre, non può non tenere conto di tutto questo e io alla riunione dell'ufficio politico dell'Udeur che si riunisce oggi sosterrò la tesi dell'uscita dal centrosinistra». Poi l'ex ministro del Bilancio ha spiegato quale potrebbe essere, a suo avviso, la prospettiva possibile per il partito di Clemente Mastella. «L'ipotesi di creare un grande partito di centro come c'è in Germania e in Spagna - ha detto - non solo è una cosa possibilissima, ma è anche auspicabile, alla quale si oppongono con forza due persone: Silvio Berlusconi e Romano Prodi. E invece è necessario collegare le tante iniziative che non vogliono stare nel centrosinistra e hanno difficoltà ad accettare le ragioni del centrodestra».
FITTO: «PRENDO ATTO CHE IN PUGLIA NON C'È ANCORA UN CANDIDATO» - «Prendo atto del fatto che da sei mesi non c'è un programma e conseguentemente un candidato nel centrosinistra»: lo ha affermato il presidente della giunta regionale, Raffaele Fitto, conversando con i giornalisti a proposito del rinvio del vertice della Gad sulle candidature in alcune regioni, tra le quali la Puglia, che si sarebbe dovuto tenere oggi a Roma con Romano Prodi.
«Si cerca l'anti-Fitto - ha proseguito il presidente della Regione - e quindi si è su un'altra dimensione. Non ho da esprimere valutazioni su quello che sta accadendo all'interno del centrosinistra, mi limito a registrare le considerazioni degli uni sugli altri e questo credo che sia sufficiente perché i pugliesi possano farsi un'idea».

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