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BARI - Non è elegante farlo, ma se andate su youtube scoprirete che grande maestro dei giradischi è stato il dj barese Cesare Tripodo, in arte dj Trip. A vent'anni dalla sua scomparsa (avvenuta in un incidente stradale il 20 ottobre del 1991, nei pressi dello stadio San Nicola), il ricordo di quel grande mago della consolle è ancora vivo. Infatti, il dj barese Alex Di Ciò ha deciso di dedicargli un tributo riproponendo il suo capolavoro creativo «Mash Up», risalente al 1983 quando lavorava al club Rainbow di Bari
Ricordate dj Trip? Ora rivive sul web con la sua musica
di NICOLA MORISCO
BARI - Non è elegante farlo, ma se andate su due siti di youtube (www.youtube.com/watch?v=CgPwgiVW2mo e www.youtube.com/watch?v=8_gil6ZmTzo&feature=related), scoprirete che grande maestro dei giradischi è stato il dj barese Cesare Tripodo, in arte dj Trip. A vent’anni dalla sua scomparsa, avvenuta in un incidente stradale il 20 ottobre del 1991, esattamente una settimana prima del rogo del teatro Petruzzelli, nei pressi dello stadio San Nicola, il ricordo di quel grande mago della consolle è ancora vivo. 

Ed è per questo che il bravo e navigato dj barese Alex Di Ciò, da sempre grande estimatore di Tripodo, ha deciso di dedicargli un tributo riproponendo il suo capolavoro creativo «Mash Up», risalente al 1983 quando lavorava al club Rainbow di Bari. 

«Per onorare l’arte di Cesare fino in fondo - precisa Di Ciò -, ho utilizzato soltanto due giradischi e un mixer, realizzando e registrando dal vivo (durante una mia performance dell’anno scorso) questo progetto che sarà presente in formato digitale su iTunes e su tutti i portali download del mondo su etichetta Jean Records a partire da giovedì prossimo col titolo Tribute to D.J. Trip - Last Night A D.J. Saved My Life. Tripodo, conosciuto dalla metà degli Anni ‘80 in tutta la Penisola come il miglior dj italiano, era un artista completo: umile, dotato di grande creatività e di una tecnica sempre impeccabile, oltre che di una conoscenza musicale di altissimo livello. Un perfezionista che avrebbe incantato anche Brian Eno. 

Proprio il grande produttore e musicista inglese aveva predetto che i dj sarebbero diventati artisti a tutti gli effetti. E Tripodo quei Technics li faceva diventare degli strumenti musicali nel senso più autentico del termine. «Aveva delle capacità creative e tecniche incredibili – ricorda Pasquale 33, dj storico barese, direttore artistico di Radio Bari e grande amico di Tripodo -, qualità che gli hanno consentito di diventare il miglior dj italiano vincendo il DMC Competition al Rolling Stones di Milano e il secondo posto ai campionati europei». Con due giradischi e un mixer a due canali, Tripodo utilizzava le tecniche di scratch e mixcome cutting, backspinning (usando duplicati di copie dello stesso disco) e punch-phra sing , mixando dischi in vinile di genere hip-hop persino con i piedi e spostando addirittura il cursore del mixer con la bocca e il naso. Per fare questo adoperava la clock theory,ovvero segnare il vinile in un punto esatto (con etichette adesive) per trovare facilmente la porzione di suono su cui fare scratching e cutting. 

«Della grande bravura di Tripodo - conclude Pasquale 33-, se ne accorse anche l’allora sconosciuto Nicola Conte che, la settimana prima della sua scomparsa, aveva consegnato la registrazione di un remix di un brano di Eumir Deodato all’etichetta londinese Acid Jazz, promo che naturalmente la casa discografica inglese aveva accettato». Ma il destino ha voluto che quel remix non fosse mai pubblicato.

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