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Sequestrato un albergo di Corato

Irregolarità nelle autorizzazioni per l'edificazione della struttura: notificati anche sette avvisi di garanzia, quattro diretti a funzionari del Comune
CORATO - Irregolarità nelle autorizzazioni per l'edificazione della struttura. Con queste motivazioni è scattato il sequestro preventivo del "Nicotel Wellness", una delle più moderne strutture alberghiere locali di Corato. Ed insieme al sequestro sono stati notificati anche sette avvisi di garanzia, quattro diretti a funzionari del Comune di Corato. Ad effettuare il sequestro la Compagnia della Guardia di Finanza di Trani, in seguito ad una ordinanza emessa dal gip Antonio Lo vecchio su richiesta del pm della Procura della Repubblica, Giuseppe Maralfa.
Il provvedimento è arrivato dopo lunghe indagini effettuate dai finanzieri, che avrebbero scoperto un elaborato meccanismo con cui erano state richieste ed ottenute delle irregolari autorizzazioni per edificare la struttura. L'albergo infatti sorge in una zona di edilizia popolare, cosiddetta "167", in cui qualsiasi intervento edile è espressamente vincolato dalla legge e dal piano regolatore regionale. In queste zone le uniche opere edificabili, oltre agli edifici destinati ad abitazioni ed eccetto il rilascio di specifici provvedimenti, sono infatti quelle che abbiano una utilità sociale per gli stessi residenti. Tra queste ricadono le chiese, le caserme, i giardini ed anche i centri commerciali.
Proprio per questo vincolo, i proprietari del Nicotel, avevano subito numerose sospensioni e riprese dei lavori, nel corso degli anni ma erano riusciti ad ottenere i prescritti permessi con uno stratagemma che è stato scoperto dai finanzieri. Secondo le fiamme gialle prima con una mirata operazione finanziaria avevano acquistato un noto centro sportivo esistente in via Gravina, poi, con la complicità di alcuni funzionari pubblici comunali, avevano camuffato l'edificazione dell'albergo come un ampliamento dell'attigua struttura sportiva, ottenendo tutte le autorizzazioni per la sua costruzione e per il suo esercizio.
Le disposizioni in materia di turismo contemplano infatti, tra le varie tipologie di strutture ricettive, anche gli alberghi centro benessere, in cui il soggiorno sia per l'appunto volto allo sfruttamento di pratiche sportive o riabilitative. Per gli investigatori non è stato difficile accertarsi che le strutture anzidette andavano piuttosto fatte rientrare nell'ambito di quegli insediamenti produttivi che non possono sorgere nei quartieri di edilizia popolare, in quanto «non dirette al soddisfacimento delle primarie esigenze dei residenti».
Inoltre l'inquadramento come opera asservita alla zona "167" ha consentito ai proprietari dell'albergo di risparmiare anche sugli oneri da versare alle casse comunali per ottenere le autorizzazioni edili. Insieme al decreto di sequestro, i finanzieri hanno notificato anche sette informazioni di garanzia: nel registro degli indagati sono finiti i responsabili della struttura e quattro funzionari pubblici del Comune di Corato.
Paolo Pinnelli

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