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Slitta decreto «salva agricoltura», delusione in Puglia

L'assessore regionale Nicola Marmo ha annunciato che il Consiglio dei Ministri ha rinviato l'esame del decreto sulla crisi di mercato del settore ortofrutticolo
Nicola Marmo, assessore agricoltura della Puglia BARLETTA - Un'attesa infruttuosa per gli agricoltori che attendevano il decreto «salva agricoltura»
Il Consiglio dei Ministri ha rinviato di alcuni giorni, forse di una settimana, l'esame del decreto sulla crisi di mercato del settore ortofrutticolo, che era stato già predisposto dal ministro alle politiche agricole, Gianni Alemanno.
Lo ha comunicato Nicola Marmo, assessore all'agricoltura della Regione Puglia che aveva incontrato nei giorni scorsi le delegazioni e le rappresentanze degli agricoltori protagonisti delle manifestazioni dei giorni scorsi, soprattutto a Barletta, Canosa e Bari.
L'assessore regionale ha comunicato però che l'emissione del decreto è rinviata di una settimana, al fine di inserire nel testo le modifiche chieste dallo stesso assessore Marmo e dai produttori pugliesi e, in particolare, le norme necessarie alla sospensione dei pagamenti. «Ci rendiamo conto del disagio - ha commentato Marmo - ma, pur di ottenere un risultato complessivo, l'attesa di qualche giorno non sarà un dramma. Si fa dunque appello alla calma e alla collaborazione di tutti, al fine di creare le condizioni migliori per la nostra agricoltura».
Dopo la fumata nera, quindi, si attende che i numerosi produttori di uva da tavola del barese che avevano bloccato parzialmente con camion carichi di frutta anche la statale 100 Bari-Taranto nei pressi dello svincolo per Mungivacca, non riprendano al protesta.
Le proteste, che hanno assunto anche il carattere dello sciopero generale in alcuni centri, con blocchi stradali serrati, è giunta al termine di una campagna vitivinicola decisamente negativa, tanto che il 2004 è stato definito «l' anno del grande crollo».
La Puglia, maggior produttrice di uva in Italia con oltre il 66% del prodotto nazionale, dopo il 2001, anno record della produzione esportata in gran parte registra già da due anni un deciso declino.
Causa della crisi: la scarsa commerciabilità del prodotto a danneggiato dalle piogge primaverili e gli attacchi di peronospora hanno ridotto drasticamente la qualità del prodotto, che sinora resta in gran parte invenduto.
Da qui le richieste di aiuto al Governo che oggi avrebbero dovuto essere contenute nel decreto «salva-agricoltura», slittato però alla prossima settimana.
Paolo Pinnelli

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