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Bari - Divieto ai pedoni nella zona Fibronit, chiuso il tratto di via Caldarola

Chiuso il tratto di via Caldarola lungo il muro di cinta dello stabilimento. Rischio di distacchi del copriferro in calcestruzzo dell'architrave delle finestre
Fibronit Bari BARI - Area Fibronit: da oggi è chiuso al transito pedonale il tratto di via Caldarola lungo il muro di cinta dello stabilimento. Lo ha annunciato stamani in un incontro al Comune l'assessore alla Mobilità, Antonio De Caro. L'ordinanza è stata presa - ha detto - «in considerazione del rischio di eventuali distacchi del copriferro in calcestruzzo dell'architrave delle finestre».
L'incontro è stato promosso dalla quinta commissione al Comune, per individuare le strade attraverso le quali «prevenire ulteriori danni alla salute pubblica». A questo proposito il Comune sta considerando la possibilità di limitare il traffico di mezzi pesanti a una sola corsia. «Dobbiamo valutare - ha detto De Caro - i problemi legati alla stabilità dei capannoni e all' inquinamento ambientale per l' aumento delle fibre disperse nell' aria».
L'assessore all'Ambiente, Maria Maugeri, ha sottolineato l' impegno a un costante monitoraggio che consenta di ottenere informazioni certe che vadano oltre i dati che già si conoscono. «A breve - ha detto - saranno affidati ad un' impresa i primi lavori di tutela della salute pubblica che prevedono il consolidamento della struttura. Chiedo alle associazioni un aiuto burocratico in attesa dell' istituzione di una consulta ambientale con un tavolo tecnico».
Soddisfatto il presidente del Comitato cittadino Fibronit, Nicola Brescia. «L'attenzione dell'amministrazione alle nostre richieste sul tema della prevenzione - ha detto - di per sé è un fatto positivo. La nostra è una preoccupazione che risale al 1995, quando l' allora prefetto Catenacci chiese alla Asl e al sindaco il transennamento dell' area, ma tale richiesta non ebbe seguito».
«Il divieto di transito pedonale - ha aggiunto - è un segnale importante, se consideriamo che la precedente amministrazione aveva addirittura permesso il parcheggio delle auto». «Il nostro principale obiettivo - ha concluso - resta la messa in sicurezza d' emergenza. Soltanto così si può azzerare il rischio di dispersione delle fibre».

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