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Si torna a sparare e nel Brindisino i cacciatori litigano

di PIERLUIGI POTÌ 
BRINDISI - Confusione, litigi, sconfinamenti: non si può certo dire che la nuova stagione venatoria - quanto meno nel territorio di Brindisi - sia iniziata sotto una buona stella. La prima vera giornata di caccia - dopo le tre che hanno caratterizzato la preapertura - è stata, infatti, contrassegnata da alcuni spiacevoli episodi che hanno messo in luce alcune specifiche carenze. Teatro del fatto più increscioso è stata contrada Pandi (nei pressi della zona industriale) dove si è verificato un acceso diverbio fra cacciatori che si sono contesi una lepre abbattuta in zona
Si torna a sparare e nel Brindisino i cacciatori litigano
di PIERLUIGI POTÌ 

Confusione, litigi, sconfinamenti: non si può certo dire che la nuova stagione venatoria - quanto meno nel territorio di Brindisi - sia iniziata sotto una buona stella. La prima vera giornata di caccia - dopo le tre che hanno caratterizzato la preapertura - è stata, infatti, contrassegnata da alcuni spiacevoli episodi che hanno messo in luce alcune specifiche carenze. Teatro del fatto più increscioso è stata contrada Pandi (nei pressi della zona industriale) dove si è verificato un acceso diverbio fra cacciatori che si sono contesi una lepre abbattuta in zona: «L’ho colpita io», ha detto uno; «No, sono stato io», ha replicato l’a l t ro. La lite, stando a quanto asserito da chi ha assistito alla scena, è stata davvero furibonda e poco ci è mancato che non si passasse allo scontro fisico. C’è voluto il buonsenso di entrambi e, soprattutto, la “mediazione” di altri cacciatori presenti nelle vicinanze (l’a re a in questione, del resto, è assai frequentata per l’abbondanza di prede) per evitare che la situazione degen erasse. «Tutta colpa della mancanza di idonea sorveglianza - ha lamentato uno dei cacciatori -; di guardie provinciali e/o forestali non se n’è vista l’ombra ed è facile allora che possano accendersi diverbi anche perchè, ormai, le aree dove è possibile cacciare sono sempre più ridotte». Contrada Pandi, in ogni caso, rientra fra quelle dove l’attività è consentita e tutti gli appassionati ne sono a conoscenza. Vi sono, tuttavia, altre zone dove il dubbio se si possa cacciare o meno (anche in virtù del fatto che, anno dopo anno, la “geografia” ve n at o r i a cambia con l’istituzione di nuove aree vietate alle “doppiette”) assale in molti, specie i cacciatori “n ove l l i ”. Tutto ciò, come detto all’inizio, ha generato tantissima confusione, provocando anche lo sconfinamento involontario in terreni dove l’at t iv i t à venatoria è off limit. Questo è un problema che preoccupa non poco i cacciatori stessi, atteso che le sanzioni per chi viene beccato a sparare in zona vietata sono pesantissime e, a quanto pare, non c’è neppure tolleranza, nel senso che non si può addurre a giustificazione il fatto di ignorare l’esi - stenza del divieto. Manca, in altri termini, un’ap p o s i t a tabellazione che, attraverso specifica segnaletica, consenta a ciascuno di sapere dove poter cacciare. Sotto quest’aspetto, va aggiunto, tuttavia, che la soluzione è ormai vicina. La Provincia, infatti, sia pure con notevole ritardo (anche se non proprio volontario, in quanto dettato da questioni economiche e burocratiche) cominciato a sopperire a questa lacuna, iniziando la tabellazione nel territorio di Oria (vicino alla zona di San Cosimo) e, subito dopo, passerà a Villa Castelli, per poi coprire l’intero territorio prov inciale. In attesa, allora, che l’opera venga completata sarebbe opportuno per ciascun cacciatore informarsi preventivamente e, magari, da parte degli organi deputati al controllo, di avere un polso... un po’ meno duro.

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