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Ostuni - Workshop internazionale in nome dell'Acqua

Dal 22 al 24 settembre seminari di lavoro sull'applicazione della Direttiva 2000/60/CE in materia di acque. A confronto le esperienze nei «bacini pilota» di Italia, Grecia, Spagna, Portogallo, Turchia e Francia
Ostuni - Workshop internazionale in nome dell'Acqua
OSTUNI (Br) - La Puglia ponte naturale verso gli altri Paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo, ma anche la Puglia che convive con il problema della desertificazione e di un uso troppo intensivo delle risorse idriche per scopi agricoli, per questo motivo la «tre giorni» di workshop internazionale in materia di acque non poteva avere sede più consona; ad Ostuni, fino al 24 settembre, si confronteranno le esperienze di Italia, Grecia, Spagna, Portogallo, Turchia e Francia sull'applicazione della Direttiva della Comunità Europea 2000/60/CE. «La dimensione Mediterranea dei Bacini Pilota e l'integrazione dei temi dello Sviluppo Rurale e della Tutela del Suolo nei piani di gestione dei bacini idrografici» sono i temi dei primi due gruppi di lavoro; a conclusione, è prevista una sessione aggiuntiva sulla Componente Mediterranea dell'iniziativa europea sull'Acqua.
«Una direttiva - spiega Claudio Fabiani, tra i coordinatori del progetto italiano del «bacino pilota» del Tevere - che ha come obiettivo fissare un quadro comunitario per la protezione di tutti i tipi di acque».
I seminari, dal 22 al 24 settembre, sono organizzati dall'Arpa Puglia, dalla Direzione Generale Environment e DG Joint Research Centre della Commissione Europea in collaborazione con la Regione Puglia, il ministero dell'Ambiente e l'Apat; l'obiettivo, confrontare lo stato dei lavori delle parti interessate alla politica comunitaria in materia di acque. Così da raggiungere, entro il 2015, un «buono stato» delle acque (superficiali interne, di transizione, costiere e sotterranee).
Il buono stato delle acque sarà in grado di assicurare prevenzione e riduzione dell'inquinamento, agevolare un utilizzo idrico sostenibile, proteggere l'ambiente, migliorare le condizioni degli ecosistemi acquatici, mitigare gli effetti di inondazioni e siccità.
La CIS (strategia comune di attuazione della Direttiva) prevede, nel 2003-2004, la validazione dei documenti-guida nei bacini pilota; ovvero, dopo l'individuazione, per ciascuno Stato membro, dei bacini idrografici presenti nel proprio territorio, la realizzazione dell'analisi delle caratteristiche del territorio, l'esame dell'impatto delle attività umane sulle acque e l'analisi economica dell'utilizzo idrico.
In Italia i «bacini pilota» sono quelli del Tevere e di Cecina; durante il workshop le esperienze realizzate nel nostro Paese saranno condivise con quelle degli altri Stati Ue. Perché, e non va sottovalutato, la creazione di una rete mediterranea dei bacini idrografici è modello esportabile in Paesi terzi; «e - come ha osservato in apertura dei lavori l'assessore regionale all'ambiente Michele Saccomanno - la partecipazione ambientale non può più permettersi d'essere settoriale».
Francesca Di Tommaso

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