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Terlizzi, tutto è pronto per il nuovo mercato

Alla presenza del sindaco Vincenzo Di Tria, grande convegno dei florovivaisti (promosso da Cia, Confagricoltura e Coldiretti), nella struttura costata 15 milioni €
TERLIZZI (BARI) - A gruppetti, con la faccia cotta dal sole e l'espressione tra il soddisfatto e il preoccupato, decine di florovivaisti del Nord Barese l'altra sera hanno fatto il loro ingresso nel nuovo mercato dei fiori di Terlizzi. L'evento potrebbe già considerarsi storico: da vent'anni della struttura si parla e a volte si litiga ma molti non ci avevano mai messo piede. Di certo è stata la prima volta che gli operatori vi sono giunti così numerosi e per parlare non tanto dell'opportunità di trasferirsi nella nuova struttura (nessuno ha sostenuto la necessità di rimanere nel vecchio mercato), quanto delle modalità del trasferimento. Alla presenza dei rappresentanti delle tre organizzazioni di categoria, veri motori dell'iniziativa, (Raffaele Cipriani per la Cia, Antonio Ciccolella per la Confagricoltura e Francesco Tricarico per la Coldiretti), del sindaco Vincenzo Di Tria e degli assessori, gli imprenditori si sono riuniti in quella che - quando il mercato entrerà in funzione - sarà la «sala aste».
Fermarsi nel vecchio mercato - hanno spiegato produttori e commercianti - vuol dire: concludere affari in banchetti striminziti, in condominio forzato con i colleghi dell'ortofrutta; essere esposti alle intemperie; affrontare una quotidiana gara all'accaparramento di un posto e confrontarsi con problemi irrisolvibili, come la carenza di servizi igienici e una viabilità al collasso.
A onor di logica, quindi, nulla dovrebbe trattenerli dallo spostarsi. La struttura nuova è bellissima, è dotata di ampi parcheggi, c'è una grande sala centrale circondata da box e sormontata da una corona di due piani di uffici. E -primo paradosso- è in buona parte pronta. Anzi questa struttura è in piedi da così tanti anni che se ne vanno soldi per tenerla su (il Comune ha già stanziato 350.000 euro per riparare un tetto che, per la sua progettazione ed esecuzione, ritenute non perfette dall'Amministrazione, è anche oggetto di giudizio con la ditta Matarrese).
Raffaele Cipriani, presidente Cia Terlizzi, ha sottolineato l'opera di raccordo in atto tra le tre Associazioni e la necessità «di non trasformare il nuovo mercato in una "cattedrale nel deserto"» ma di usarlo per valorizzare il lavoro, duro, di tutti gli imprenditori.
Numerosi gli interventi e le domande dei convenuti. Il florovivaista Domenico Tricarico ha chiesto con quali prospettive gestionali si volesse aprire il nuovo mercato («Ognuno per sè? O in cooperazione, con dei consorzi?»). Il suo collega Francesco Lovino ha voluto un resoconto della effettiva funzionalità della stuttura. Il fiorista Andrea Saffoli ha testimoniato di un altro paradosso: le mille difficoltà che devono affrontare i compratori per poter fare acquisti nel vecchio mercato di Terlizzi («Non abbiamo nemmeno un posto auto»). Il suo collega Antonio Mercurio ha rincarato la dose e, parlando della nuova struttura, ha detto: «E' la prima volta che la vedo da dentro. E' bellissima, mi ha fatto sognare». Franco Grieco di Federcommercio ha chiesto a gran voce la costituzione di un «Comitato del mercato». Mentre l'imprenditore Vincenzo Cicolella ha invitato le Associazioni di categoria a formalizzare «una proposta di gestione della nuova struttura da sottoporre al Comune entro 10-15 giorni».
Al sindaco è toccato tirare le fila. Di Tria ha spiegato che dopo la verifica del CTU (fissata per il prossimo ottobre) si provvederà a mettere a posto il tetto che dà sulla sala centrale e che fino ad allora quella non sarà agibile, mentre lo sono già tutti i box a piano terra e, va da sè, i parcheggi. Che ci sono 2 milioni di euro del Consorzio Conca Nord Barese per ultimare il piano superiore e che l'unico vincolo è che i lavori siano appaltati entro la fine dell'anno. E che «realisticamente il piano potrebbe essere completato nell'arco del 2005». Che si sta operando su due versanti: «con un project financing per l'ulteriore secondo piano» eppoi cercando il miglior modo «per gestire la stuttura in modo da renderla produttiva anche al di là delle ore in cui si tiene il mercato dei fiori». Proprio per la gestione, «nel 2004, il Comune ha stanziato 250.000 euro, prima quota in quella che sarà - come ha spiegato l'assessore ai Settori produttivi Giulio Cioce - una Società di gestione pubblico\privata ma, almeno nella fase d'avvio, a prevalente capitale pubblico».
Attualmente il «vecchio mercato» è gestito dal Comune e non è pensabile che lo stesso valga per il «nuovo mercato» eppure il sindaco si è dichiarato disponibile a continuare con questa gestione comunale, quantomeno finché non si andrà a regime. Ampia disponibilità anche a strutturare il confronto con le Associazioni di categoria con un tavolo di coordinamento, da riunirsi con cadenza settimanale.
Insomma, in tempi brevissimi, i box coperti e dotati di servizi, nonché lo spazio circostante il nuovo mercato, potrebbero aprirsi alle contrattazioni, chiudendo fuori i paradossi.
Marisa Ingrosso

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