Processo Manfredonia dopo 20 anni assolto Formica
FOGGIA - Dopo vent’anni si è chiuso il processo di appello per l’inchiesta «nastri d’oro», la tangentopoli pugliese nata intorno al mega appalto da 78 miliardi del vecchio conio per la costruzione nastri trasportatori del porto industriale di Manfredonia. Cinque le assoluzioni e 4 le condanne con riduzione di pena nel processo d’appello «nastri d’oro» a 9 imputati della principale inchiesta della tangentopoli foggiana. Ex ministri, ex deputati, ex assessori regionali ed ex consiglieri comunali accusati a vario titolo di 4 episodi di concussione nell’inchiesta su presunte tangenti per 4 miliardi e mezzo di lire che tra il ‘90 e il ‘91 Ottavio Pisante, proprietario della «Emit» di Milano, diceva d’aver versato a esponenti Dc, Psi e Psdi per non subire intralci nella realizzazione dei nastri trasportatori al porto industriale di Manfredonia, lavori da 78 miliardi appaltati dall’«Asi», area di sviluppo industriale.
È la sentenza pronunciata alle 13, dopo due ore e 30 di camera di consiglio, dalla prima sezione della corte d’appello di Bari. Riformato quindi il verdetto dei giudici foggiani che il 22 aprile 2004 condannarono i 9 imputati a pene da 4 a 6 anni (assolvendone altri 7). Che ci siano voluti 18 anni per arrivare al verdetto d’appello, visto che l’inchiesta partì nel ‘92 e fu chiusa nel ‘94, la dice lunga su quali siano i problemi principali della Giustizia.
ASSOLTI I SOCIALISTI - Assoluzione per non aver commesso il fatto per l’ex ministro socialista Rino Formica, condannato a Foggia a 4 anni e 6 mesi quale presunto destinatario di parte di una tangente di 400 milioni versata da Pisante in quota Psi. Assolti i socialisti Roberto Paolucci (ex assessore regionale), Mimì Romano ed Angelo Ciavarella (ex deputati), condannati a Foggia a 5 anni quali destinatari di parte della tangente in quota Psi. Assolto l’ex consigliere comunale del Psi Manfredoniano, Vincenzo Catanese, condannato in primo grado a 4 anni per u n’imputazione minore di concussione: la pretesa che un subappaltatore assumesse alcuni operai.
QUATTRO CONDANNE - Condanna confermata anche se con una lieve riduzione di pena - da 5 anni a 4 anni e 6 mesi - per Franco Di Giuseppe, ex assessore regionale ed ex deputato Dc, responsabile della corrente andreottiana in Capitanata negli anni Novanta, accusato d’essere il destinatario della quota principale della tangente. Di Giuseppe, ora segretario provinciale dell’Udc, dopo la sentenza si è dimesso.
Pena ridotta - 4 anni e 8 mesi a fronte dei 6 anni - per l’ex vice presidente della Regione, Giuseppe Affatato del Psdi, riconosciuto colpevole di 2 episodi di concussione. Riduzione di pena - 4 anni e 2 mesi contro i 4 anni e 8 mesi del primo grado - per l’ex deputato socialista Fr anco Borgia presunto destinatario di una tangente di 400 milioni (è la stessa imputazione per la quale è stato assolto Formica).
Tre anni e mezzo di reclusione, a fronte dei 4 anni di primo grado, per l’ex vice commissario Asi Giuseppe Manfredi, esponente Psi, condannato per una concussione minore (fu già assolto a Foggia dall’accusa di aver intascato una parte della tangente principale).
È la sentenza pronunciata alle 13, dopo due ore e 30 di camera di consiglio, dalla prima sezione della corte d’appello di Bari. Riformato quindi il verdetto dei giudici foggiani che il 22 aprile 2004 condannarono i 9 imputati a pene da 4 a 6 anni (assolvendone altri 7). Che ci siano voluti 18 anni per arrivare al verdetto d’appello, visto che l’inchiesta partì nel ‘92 e fu chiusa nel ‘94, la dice lunga su quali siano i problemi principali della Giustizia.
ASSOLTI I SOCIALISTI - Assoluzione per non aver commesso il fatto per l’ex ministro socialista Rino Formica, condannato a Foggia a 4 anni e 6 mesi quale presunto destinatario di parte di una tangente di 400 milioni versata da Pisante in quota Psi. Assolti i socialisti Roberto Paolucci (ex assessore regionale), Mimì Romano ed Angelo Ciavarella (ex deputati), condannati a Foggia a 5 anni quali destinatari di parte della tangente in quota Psi. Assolto l’ex consigliere comunale del Psi Manfredoniano, Vincenzo Catanese, condannato in primo grado a 4 anni per u n’imputazione minore di concussione: la pretesa che un subappaltatore assumesse alcuni operai.
QUATTRO CONDANNE - Condanna confermata anche se con una lieve riduzione di pena - da 5 anni a 4 anni e 6 mesi - per Franco Di Giuseppe, ex assessore regionale ed ex deputato Dc, responsabile della corrente andreottiana in Capitanata negli anni Novanta, accusato d’essere il destinatario della quota principale della tangente. Di Giuseppe, ora segretario provinciale dell’Udc, dopo la sentenza si è dimesso.
Pena ridotta - 4 anni e 8 mesi a fronte dei 6 anni - per l’ex vice presidente della Regione, Giuseppe Affatato del Psdi, riconosciuto colpevole di 2 episodi di concussione. Riduzione di pena - 4 anni e 2 mesi contro i 4 anni e 8 mesi del primo grado - per l’ex deputato socialista Fr anco Borgia presunto destinatario di una tangente di 400 milioni (è la stessa imputazione per la quale è stato assolto Formica).
Tre anni e mezzo di reclusione, a fronte dei 4 anni di primo grado, per l’ex vice commissario Asi Giuseppe Manfredi, esponente Psi, condannato per una concussione minore (fu già assolto a Foggia dall’accusa di aver intascato una parte della tangente principale).