La sconfitta del referendum sulla Giustizia, unita alle tensioni alimentate dal cambio di passo impresso dalla premier Giorgia Meloni, sta terremotando Forza Italia. Il partito, in attesa di un vertice chiarificatore tra Marina Berlusconi e il segretario Antonio Tajani, naviga a vista. Il dibattito interno oscilla tra spinte al rinnovamento e pulsioni verso un’area più schierata sui diritti civili (con posizioni alla Francesca Pascale, talvolta indistinguibili da quelle del Pd).
Dopo il cambio della guardia a Palazzo Madama — dove Stefania Craxi ha preso la guida del gruppo al posto di Maurizio Gasparri — ora vacilla anche la sedia di Paolo Barelli a Montecitorio. Tra i papabili come nuovo capogruppo emerge il deputato salentino Andrea Caroppo, forte di un’esperienza politica che spazia dal consiglio regionale all’Europarlamento. Sempre presente in aula e in commissione, Caroppo è tra i più attivi sui temi di mobilità e trasporti e potrebbe rappresentare uno dei volti nuovi su cui puntare in vista delle politiche. A chi lo ha intercettato, il parlamentare leccese si è limitato a dichiarare di essere «come sempre, a disposizione del partito».
La «deposizione» di Barelli è stata finora considerata una condizione inaccettabile da Tajani, che per questo avrebbe minacciato di lasciare la guida del movimento. Sul tavolo resta aperta anche la partita dei congressi regionali: convocati dal segretario nazionale, sono tuttavia ritenuti un passaggio non indispensabile da una parte della dirigenza. In questo scenario appare in ascesa la leadership di Giorgio Mulè: il vicepresidente della Camera ed ex direttore di Panorama si è distinto per l’efficacia nei talk referendari, in particolare per il duro confronto con il magistrato Henry John Woodcock durante la trasmissione Piazzapulita.
In Puglia, intanto, si registra l’invito di Marcello Lanotte, consigliere regionale forzista della Bat, a cogliere la fase congressuale come un’occasione di rilancio: «Dobbiamo tornare a essere un punto di riferimento per i cittadini, offrendo risposte moderne ai problemi reali: tasse, caro bollette, diritti civili e sanità. Per farlo occorre coinvolgere le migliori energie del territorio, richiamando all'impegno donne e uomini che negli anni hanno reso grande Forza Italia». «La sfida — conclude Lanotte — è partorire una proposta politica rinvigorita, capace di creare consenso vero tra i giovani e le categorie produttive. Solo così potremo costruire un progetto credibile, moderno e coraggioso».















