il caso

«Truffa di famiglia ai fondi Covid», chiesto processo per padre, madre, figlia e fidanzato

massimiliano scagliarini

La Procura di Bari accusa dieci persone di aver intascato i fondi destinati alle aziende dal Decreto Liquidità. Udienza preliminare il 26 maggio

Secondo la Procura di Bari avrebbero ottenuto illegittimamente i finanziamenti previsti dal Decreto Liquidità per l’emergenza Covid, soldi che sarebbero poi stati impiegati per finalità personali anche grazie a un ex commercialista e ad alcuni prestanome. La pm Chiara Giordano ha così chiesto il rinvio a giudizio di dieci persone accusate a vario titolo e secondo le rispettive responsabilità di truffa aggravata, malversazione ai danni dello Stato e riciclaggio.

Si tratta di Marika Di Cosola, 33 anni, Vito Di Cosola, 61 anni (padre e figlia), Tiziana Di Chio, 56 anni (moglie del secondo), Fabrizio Romito, 35 anni (compagno della prima), l’ex commercialista Raffaele Catacchio, 82 anni (detto Lucio), tutti di Bari, Pietro Giuseppe Mastrangelo, 68 anni, di Putignano, Giovanna Fornelli, 59 anni di Bari, Jamillo Fabbrizi, 35 anni di Roma, Antonio Pellegrino, 50 anni di Bari, Salvatore Guerra, 50 anni di Mattinata.

L’inchiesta del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Finanza di Bari è partita da una verifica su tre società (Future Fleath, Technological Charme e Best Quality) tutte costituite nel corso del 2021 e tutte ritenute riconducibili alla famiglia Di Cosola. Attraverso una banca locale e tramite il commercialista Catacchio avrebbero presentato richieste di finanziamento da 30mila euro ciascuna al ministero dello Sviluppo Economico dichiarando di possedere i requisiti previsti dal Decreto Liquidità. Solo che i soldi sarebbero poi stati trasferiti su conti correnti personali della famiglia Di Cosola per essere poi prelevati in contanti, o trasferiti sui conti correnti di prestanome che rispondono di riciclaggio proprio per aver ricevuto i bonifici.
Secondo l’accusa Vito Di Cosola avrebbe messo in piedi l’operazione, accompagnando personalmente i familiari in banca per aprire conti e disporre pagamenti. Catacchio, più volte coinvolto in indagini in materia finanziaria, era stato arrestato nel 2023 insieme a Guerra per la bancarotta fraudolenta di una «cartiera» (utilizzata per emettere fatture false) e in questa vicenda si sarebbe occupato, tra l’altro, di identificare i prestanome cui intestare le società di famiglia . L’udienza preliminare è in programma il 26 maggio davanti alla gip Ilaria Casu.

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