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Bari - Omicidio Annamaria Bufi: assolto il pm indagato per irregolarità

La donna fu uccisa a Molfetta e il pm Alessandro Messina fu indagato per irregolarità, con l'ipotesi di aver favorito il presunto omicida, Domenico Bindi
Bari - Omicidio Annamaria Bufi: assolto il pm indagato per irregolarità
BARI - La sezione disciplinare del Csm ha assolto «per essere rimasto escluso l'addebito» il pm della Dda di Bari Alessandro Messina nei confronti del quale era stato avviato un procedimento disciplinare per presunte irregolarità compiute nell'ambito delle indagini a lui affidate quand'era in servizio presso il Tribunale di Trani (Bari), sull'omicidio di Annamaria Bufi, di 23 anni, compiuto a Molfetta (Bari) la notte tra il 3 e il 4 febbraio '92. Il cadavere della donna, che aveva il cranio fracassato, fu trovato ai margini di una strada.
La posizione del pm Messina era già stata archiviata dal gip del Tribunale di Potenza Gerardina Romaniello al termine dell'inchiesta compiuta per competenza territoriale dalla Procura presso il Tribunale di Potenza, nella quale il magistrato era indagato per concorso in abuso d'ufficio e favoreggiamento personale. Il giudice ritenne «infondata» la notizia di reato trasmessa dalla Procura presso il Tribunale di Trani nell'ambito dell'ultima indagine avviata sul delitto Bufi.
Secondo le conclusioni della magistratura tranese, che tempo fa ha fatto arrestare il presunto autore del delitto, l'insegnante di educazione fisica Domenico Marino Bindi che con la vittima aveva avuto una relazione sentimentale, il pm Messina non avrebbe fatto arrestare il professore perché egli era legato a Bindi da un vincolo di amicizia.
Il pm Messina - secondo le prime ipotesi accusatorie - avrebbe offerto copertura al presunto omicida non verificando puntualmente il suo alibi, indirizzando le indagini su un'altra persona, non trascrivendo alcune conversazioni di intercettazioni telefoniche compiute nei confronti di Bindi e non facendo registrare la presenza del magistrato nei verbali di perquisizione dell'abitazione e della palestra di Bindi. Contestazioni ritenute infondate e calunniose dal gip potentino e insussistenti, sotto il profilo disciplinare, dal Csm.
Per presunti abusi compiuti nell'ambito delle indagini sul delitto Bufi sono a giudizio a Potenza un ufficiale e tre sottufficiali dei carabinieri di Molfetta (Bari) accusati di aver falsato elementi di prova per aiutare un sospettato di omicidio.

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