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Tre arresti per l'aggressione a Bari vecchia

Un gruppo di donne, nella notte tra il 29 e il 30 giugno, si scagliarono contro poliziotti: volevano impedire la cattura di due malfattori che avevano rapinato una motocicletta
Arresti a Bari BARI - Tre persone sono state arrestate dagli agenti della squadra mobile della questura di Bari nell' ambito delle indagini sulla aggressione subita nella città vecchia nella notte tra il 29 e il 30 giugno da alcuni poliziotti da parte di un gruppo di donne che voleva impedire la cattura di due malfattori i quali avevano rapinato una motocicletta ad un giovane.
L'episodio avvenne sul lungomare di Bari, nei pressi del Fortino. Un ragazzo venne avvicinato da due malfattori che lo costrinsero a consegnare loro la sua motociletta. Pochi minuti dopo la vittima riuscì a dare l' allarme ad una pattuglia della volante che transitava nella zona. I poliziotti, in piazza Chiurlia, riuscirono ad intercettare la moto rubata con a bordo due persone. Gli agenti bloccarono i malfattori ma quando furono in procinto di accompagnarli in questura, vennero circondati e aggrediti da un folto gruppo di persone, tra le quali numerose donne che volevano impedire la cattura. Uno dei due malfattori riuscì a fuggire ed è stato arrestato nei giorni successivi. In quella circostanza vennero invece arrestate due donne ed uno dei due rapinatori.
Le persone arrestate sono Michele Portoghese, di 19 anni, con precedenti penali, che è stato implicato in passato in un' indagine sul clan Capriati, Anna Scianatico, di 47, e Domenica Monti, di 21. Sono tutti accusati di concorso in lesioni aggravate a pubblico ufficiale, resistenza aggravata e favoreggiamento.
I tre, che sarebbero affiliati al clan malavitoso che fa capo alla famiglia Capriati - è stato precisato durante un incontro in questura - hanno preso parte all'aggressione. Con loro è stato anche denunciato nei giorni scorsi un minorenne: uno dei due che rapinò il giovane del suo ciclomotore. Sono così sei le persone arrestate nell'ambito delle indagini avviate dalla questura dopo l'aggressione subita dai poliziotti nella notte tra il 29 e 30 giugno. Gli arresti sono stati compiuti in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del tribunale di Bari Maria Mitola su richiesta del pm Antonino Lupo.
«Particolarmente soddisfatto» dell'esito delle indagini si è dichiarato il questore Giuseppe Zannini Quirini. «La malavita deve rendersi conto, deve capire - ha detto - che il territorio è dello Stato, lo Stato è l'unico che ha il diritto di occuparlo. Nessuno può pensare di potersi impadronire di una parte della città, di poter aggredire i poliziotti mentre compiono il loro lavoro. Bari vecchia è una zona che deve essere fruita da tutti». «Servirsi delle donne è una vigliaccata - ha continuato il questore - sembrerebbe una forza dei malavitosi ma in realtà è una loro debolezza. Si nascondono dietro le donne e i bambini per ottenere qualcosa che non riescono a prendere da soli».
Nell' ambito di controlli che sono stati estesi a tutta la città, gli agenti hanno inoltre arrestato, nell'androne della sua abitazione, nel quartiere Japigia, Gaetano Bellomo, di 19 anni, con precedenti penali, che aveva indosso una pistola calibro 7.65 completa di caricatore e con il numero di matricola modificato. Bellomo - è stato reso noto - sarebbe un affiliato al clan Parisi.
«Abbiamo intensificato i controlli nel quartiere Japigia - ha detto il capo della squadra mobile, Luigi Liguori - perchè abbiamo sospetti che anche in questo quartiere vi siano fermenti». «Il senso di impunità, di rivolta contro lo Stato, emerso nell'aggressione ai poliziotti in piazza Chiurlia, è endemico in parecchie zone della città: anche quando abbiamo arrestato Bellomo, la vettura dei poliziotti è stata circondata da un po' di persone che hanno tentato, ancora una volta, di evitare la cattura del giovane».

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