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Vende bottiglie e... beve libri: è la soria di Giacomo

Vende porta a porta damigiane, bottiglie di vino, birra e acqua minerale. Ma non si limita a questo perché il signor Lisco, 49 anni, appassionato di lettura e di Bari, con la stragrande maggioranza dei suoi clienti ha sempre di che parlare
Giacomo Lisco, il vinaio bibliofiloBARI - Vende porta a porta damigiane, bottiglie di vino, birra e acqua minerale. Ma non si limita a questo perché Giacomo Lisco, 49 anni è appassionato di lettura e di Bari perciò con la stragrande maggioranza dei suoi clienti ha sempre di che parlare, dire e ridire sulla città o di libri che la riguardano. Insomma, bottiglie, libri e giornali. Gli uni accanto agli altri. Le bottiglie le vende. I libri li beve, li divora, li presta. Dei quotidiani fa ritagli, specie se riguardano Bari.
E' Giacomo, detto Mino. Modesti studi, vinaio con bottega in Via Tenente Porcelli, 29 nel cuore del quartiere Libertà. Filomena la moglie, tre figli Margherita, Stefania e Nicola. Tutto il giorno o al bancone della cantina come una volta si chiamavano le mescite del vino, oppure in giro per consegne. E anche sul furgone Mino ha un qualche libro da prestare o appena avuto in regalo dai suoi clienti amici. Farebbe il giornalaio per avere a disposizione tante testate e libri.
Il Rotary Club Bari Ovest gli ha recentemente consegnato un premio per la dedizione alla lettura. Mino fu folgorato dai libri attorno agli anni '70. «Frequentavo i circoli della sinistra molto stimolanti per iniziative culturali e mi capitò tra le mani "La capanna dello Zio Tom". Lo lessi d'un fiato e da allora fiumane di libri e giornali». Ha 8.000 volumi tenuti in parte in casa, altri in negozio e in un deposito.Qualche dissidio con la moglie che non sa più come sistemare i nuovi arrivi. Lui si preoccupa della fine che faranno un giorno.
Quando legge Mino se sta così spesso in giro? «La sera a casa, mi ritiro nel "chenfessenil", per eventuali difficoltà di scrittura rivolgersi a Gigi De Santis, esperto in dialetto barese, e leggo per almeno due ore e mi rilasso. Che altro è la lettura se non un antidepressivo con quello che offre la televisione? Meglio i libri». I volumi preferiti, in assoluto, quelli su Bari. «Almeno trecento ne ho e ognuno accompagnato da ritagli di giornali sulla cultura a Bari».
Gli autori preferiti: Michele Campione, Franco Sorrentino, Vito Maurogiovanni, Lino Patruno, Alfredo Giovine, Saverio Lasorsa, Luigi Sada, Antonio Rossano, Nicola Roncone. L'ultimo libro letto? Poesie di Mimì Rodolfo. «Con Luigino, così chiamavo Sada, ci scambiavamo informazioni, notizie, curiosità su Bari, era una fonte inesauribile e anch'io me la cavavo. Ottimi rapporti anche con Pasquale Sorrenti, andavo spesso nella sua libreria. Sono anche amico di Rino Bizzarro e frequento i suoi incontri culturali. Se ho libri di Giorgio Saponaro? E come no, con la capa ca tene». Stupisce che uno così attaccato ai libri li presti. «E invece devono circolare il più possibile. Certo, li do a persone fidate, mi piace prestarli soprattutto ai giovani e ce ne sono di interessati alla storia di Bari».
Vittorio Stagnani

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