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Baby rapinatori arrestati ad Andria

Quattro giovani del luogo, tra cui due 17enni, si ritrovavano per strada la sera e decidevano dove colpire. Compiute una trentina di rapine a farmacie ed esercizi commerciali
ANDRIA (BARI) - Decidevano nel pomeriggio le rapine che avrebbero compiuto in serata e per l'occasione si preparavano sempre gli stessi abiti: giubbotti, cappelli, passamontagna, pistole scacciacani che dopo le rapine venivano nascosti in casolari di campagna alla periferia della città.
I componenti della baby gang sgominata oggi ad Andria dalla polizia mettevano a segno i colpi in farmacie, bar, tabaccherie, supermercati e spendevano il bottino (che variava da poche centinaia fino ad alcune migliaia di euro) per divertirsi consumando costosissime cene, comprando abiti nuovi o regali per le proprie ragazze o acquistando anche cocaina.
Tre di loro - Nicola Carbone, Michele Di Bari, entrambi 18enni ed un diciasettenne - sono stati arrestati in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip del tribunale di Trani Michele Nardi, su richiesta del sostituto procuratore, Luigi Scimè; l'altro minorenne è stato denunciato: sono tutti accusati di associazione per delinquere finalizzata al compimento di rapine.
Altri due minorenni sono stati denunciati con l'accusa di favoreggiamento poichè - come ha sottolineato il dirigente della polizia di Andria, Enrico Schiralli - non solo non hanno collaborato alle indagini, ma hanno anche cercato di deviarle.
La banda aveva diffuso panico in città, al punto tale che commercianti e farmacisti (questi ultimi erano i più colpiti) avevano costituito una delegazione che spesso si rivolgeva alla polizia per chiedere maggiore sicurezza. Le indagini presero una svolta alla fine del mese di maggio quando gli agenti compirono un vasto servizio di controllo ad Andria che durò 35 ore, un'operazione che fu fatta grazie alla descrizione fornita da un farmacista e alla visione dei filmati ripresi dalle telecamere a circuito chiuso.
Furono individuati i primi due componenti della banda che al termine di interrogatori confessarono di aver preso parte ad alcune rapine: cominciarono indagini complesse che hanno consentito di provare la partecipazione dei quattro giovani ad almeno una quindicina di rapine delle trenta denunciate tra la fine di aprile e maggio scorsi.
Gli investigatori hanno accertato che il clan operava con modalità e con ruoli ben definiti: due di loro facevano irruzione nei locali usando passamontagna; uno impugnando la pistola scacciacani intimava il 'mani in altò, mentre l'altro si impossessava del registratore di cassa in cui era custodito il denaro; fuori dal locale altri due attendevano i rapinatori a bordo di motorini sui quali i quattro poi fuggivano.
Le rapine ai bar erano compiute nei giorni festivi, in ogni quartiere di Andria. La polizia non esclude che i quattro siano responsabili anche dei numerosi scippi compiuti ad Andria e di alcune rapine fatte a Barletta (Bari).

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