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Ostuni, la città ancora più... bianca

Entro il 15 luglio l'obbligo del sindaco di tinteggiare con la calce le case della cittadina pugliese nota in tutta il mondo come «La città bianca»
OSTUNI (BRINDISI) - Bianche, rigorosamente da tinteggiare con la calce, ed entro il 15 luglio prossimo. E per chi non si adegua, la beffa di dover subire il conto dell'amministrazione comunale che provvederà, con gli interessi, a sostituirsi all'inadempiente. Tutto questo per consentire ad Ostuni di essere «più bianca», come ha scritto nell'ordinanza il sindaco, Domenico Tanzarella.
Ostuni, «conosciuta in tutto il mondo come "La città bianca" - rileva il primo cittadino - non vuole perdere la sua caratteristica principale: il bianco delle sue case». Pertanto «tutti i proprietari e possessori dei fabbricati siti nella zona antica della città, nella zona settecentesca e ottocentesca, comunque di interesse storico e tutti i fabbricati risultati tinteggiati a latte di calce, devono ripristinare, entro il 15 luglio prossimo, la tinteggiatura bianca a latte di calce». Dalla tinteggiatura sono esclusi i portali, gli stemmi, le cornici artistiche e le opere in pietra che dovranno restare del colore naturale. Le case interessate dal provvedimento sono poco più di mille. Secondo alcune fonti, la spesa media per l'intervento di tinteggiatura è di alcune centinaia di euro.
«Il nostro centro storico - spiega Tanzarella - costituisce una risorsa fondamentale del patrimonio storico-culturale della nostra città; una perla che per le sue caratteristiche è capace di attrarre flussi turistici rilevanti in particolare durante il periodo estivo. La caratteristica principale che unifica l'insieme urbanistico ed edilizio è rappresentata dalla tradizionale coloritura in bianco delle sue costruzioni. Ecco il perchè di questa ordinanza». «La decisione - aggiunge - è nata dalla convinzione che dobbiamo sempre essere vigili per evitare di perdere le peculiarità del nostro territorio e tramandare ai nostri figli le bellezze che i nostri genitori hanno costruito e custodito gelosamente».

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