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S.Giovanni Rotondo - Firmata Renzo Piano la nuova chiesa di San Pio

Aperto al culto il santuario dedicato al frate di Pietrelcina. Dopo un'attesa durata dieci anni, è stato proprio l'architetto ad aprire per primo la porta in bronzo della nuova chiesa. Alla cerimonia hanno assistito circa 17.000 persone
SAN GIOVANNI ROTONDO (FOGGIA) - Tra gli applausi che hanno interrotto più volte l'omelia e accompagnato ogni stazione della via crucis benedetta dall'arcivescovo, è stata aperta oggi al culto, dopo una attesa durata dieci anni, la nuova chiesa di San Giovanni Rotondo progettata da Renzo Piano e destinata ad accogliere le spoglie di San Pio da Pietrelcina.
E' stato proprio Renzo Piano, seguito dal ministro generale e dal padre provinciale dei Cappuccini ad aprire per primo la porta in bronzo della nuova chiesa che si affaccia all'esterno sul fonte battesimale. Proprio qui, poco prima dell'inizio della cerimonia solenne, l'arcivescovo Domenico D'Ambrosio, aveva benedetto l'acqua che sgorga nel fonte dopo avere seguito un percorso che, dall'altra parte della chiesa, accompagna in un fiume artificiale il cammino dei pellegrini verso il santuario.
«E' un tempio costruito nella pietra e con la pietra del nostro Gargano - ha detto il prelato nell'omelia - incastonato ed impreziosito dall'architetto che, ascoltando la propria voce interiore, ha dato vita alla pietra nuda e silente della nostra terra». Alla pietra D'Ambrosio ha fatto più volte riferimento nell'omelia: a quella dell'altare (realizzato da Arnaldo Pomodoro con la croce in bronzo che lo sovrasta) «conficcato nella terra con un grido di dolore», a quella dei maestosi archi che «sostengono e rendono sicuro questo tempio» e che «sono chiamati a sostenere i fondamenti della nostra esistenza».
Alla cerimonia hanno assistito circa 17.000 persone. Un numero decisamente inferiore a quello atteso, e che ha quindi lasciato vuoti alcuni settori dell'ampio e assolato sagrato sul quale erano stati allestiti maxischermi. Qualcuno è stato colto da malore per il gran caldo malgrado fossero stati distribuiti cappellini di tela, scatoloni con bottiglie d'acqua e ogni tanto la gente fosse innaffiata con vaporizzatori.
Prima della benedizione, in una breve cerimonia dinanzi alle autorità istituzionali presenti e ai circa 200 concelebranti (tra vescovi, padri cappuccini e sacerdoti) il ministro generale dell'ordine dei cappuccini, John Corriveau, ha indicato nei padri cappuccini di San Giovanni Rotondo i custodi della tradizione di Padre Pio e i principali fautori della sua diffusione nel mondo.
Il padre provinciale Paolo Cuvino ha poi spiegato il perchè della costruzione della chiesa, decisa «per affetto nei confronti del nostro fratello più illustre» ma anche per un motivo strutturale ed organizzativo» vista la grande affluenza di pellegrini che vengono a pregare al santuario. «Fu lo stesso Padre Pio - ha ricordato Cuvino - a dire 'fatela grande la chiesa', prevedendo le folle che sarebbero venute a pregare qui».
Poi è toccato a Renzo Piano spiegare alle autorità presenti i particolari di questa chiesa inconsueta, costruita a raggiera perchè sembrasse piccola pur essendo grandissima, per consentire a tutti i fedeli di sentirsi vicini all'altare. Una chiesa che - ha detto Piano - oggi «viene consegnata alla comunità dei fedeli con la raccomandazione di proteggerla, di scacciare i mercanti dal tempio».
Con l'apertura simbolica delle porte in bronzo, la processione dei sacerdoti accolta da un applauso dalla gente che già gremiva la chiesa, è cominciato il rito di dedicazione sottolineato dal coro della cappella Sistina e dall' organo (il più grande d'Italia) suonato dal maestro Gianluca Libertucci , organista della basilica di San Pietro. Alla cerimonia ha partecipato, tra gli altri, il nunzio apostolico Paolo Romeo che, a nome del Papa, ha donato un'ostensorio alla chiesa. Erano presenti anche il portavoce del Papa, Navarro Valls, i ministri Alemanno, Gasparri e Pisanu, e Francesco Rutelli, oltre ai presidenti delle Regioni Lazio, Storace, Campania, Bassolino, e Puglia, Fitto.
La cerimonia è durata circa tre ore è si è conclusa con il suono delle campane a festa.
Paola Laforgia

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